Delmastro e Chiorino (foto Fb)
Il M5S sul caso “5 Forchette”
Vercelli – Riceviamo e pubblichiamo
L’assessora Elena Chiorino deve dimettersi. E non “a metà”, come fatto finora, lasciando solo la carica di vice presidente.
Lo ribadiamo oggi, con ancora maggiore convinzione, a seguito delle notizie di stampa sull’apertura di un’indagine della procura di Roma a carico di Mauro e Miriam Caroccia. L’ipotesi degli inquirenti è che la società “Le 5 forchette Srl” – di cui detenevano quote anche gli esponenti di Fratelli d’Italia Delmastro, Chiorino e Zappalà – fosse uno strumento di riciclaggio del denaro sporco proveniente dalle attività illecite del clan Senese.
A fronte dell’aggravarsi della vicenda, non è concepibile che Chiorino continui a sedere in Giunta. Continuare a bollare il suo operato come una “leggerezza” non è altro che un maldestro tentativo di difendere l’indifendibile. Come se fosse normale – per un esponente di vertice della politica e delle istituzioni – entrare in società con una ragazza di 18 anni, addirittura amministratrice unica di quella stessa società, senza farsi domande. Una “leggerezza” che chi amministra la cosa pubblica non può permettersi.
Le dimissioni farsa della scorsa settimana sono solo uno specchietto per le allodole: se viene meno la fiducia per l’incarico da vice presidente, non comprendiamo come non possa venire meno anche quella per il ruolo da assessora. Come mai il presidente Cirio non ha proceduto con la revoca delle deleghe, invece di prestarsi a questo teatrino?
Un “mea culpa” a metà non è un “mea culpa”, ma un’insulsa operazione di facciata che riteniamo svilente per le istituzioni, per la Regione Piemonte e per i cittadini e le cittadine piemontesi.
Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Alberto Unia, Consigliere regionale M5S Piemonte
Pasquale Coluccio, Consigliere regionale M5S Piemonte

