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La lettera di “Insieme per Gaza Vercelli”
VERCELLI – Riceviamo e pubblichiamo
Proviamo a mettere un po’di ordine: l’habeas corpus è un principio giuridico fondamentale, che tutela la libertà personale contro arresti arbitrari o illegali, originatosi nel diritto anglosassone (Magna Charta 1215 e confermato formalmente dall’Habeas Corpus Act nel 1679 da Carlo II d’Inghilterra) e successivamente elaborato nel corso dei secoli influenzando profondamente le leggi di tutti gli Stati moderni.
La finalità è quella di impedire detenzioni arbitrarie, illegali o prolungate senza una motivazione legale.
Nel diritto moderno infine si configura come un rimedio processuale per contestare la legittimità di una restrizione della libertà.
In Italia il principio è recepito dall’Art. 13 della Costituzione italiana, che sancisce l’inviolabilità della libertà personale e prevede la convalida obbligatoria da parte dell’autorità giudiziaria per qualsiasi restrizione, assicurando che nessuno sia privato della libertà senza una giustificazione legale valida
In altre parole, il principio di habeas corpus impone che lo Stato dichiari pubblicamente le ragioni per cui una persona viene messa in prigione, limitando in questo modo gli abusi di autorità.
Basterebbero queste poche frasi, estrapolate semplicemente interrogando Ai e Wikipedia, per fugare ogni dubbio circa l’illegalità totale di quanto sta succedendo agli attivisti detenuti illegalmente da Israele e soprattutto a dare l’esatta cifra del baratro entro cui stiamo lentamente e inesorabilmente scivolando noi occidentali, noi eu
Europei che abbiamo la pretesa di esportare la Pace con le armi. Noi figli di quell’altisonante Liberté, Egalité, Fraternité abbiamo dunque la memoria così annebbiata? Abbiamo dunque la coscienza così intorpidita da non saper più dare alle cose il loro giusto nome, chiamando tiranni e criminali i potenti aguzzini? Soprattutto abbiamo perso il significato di parole fondamentali come Giustizia e Verità?
E allora ecco tornare attuali e sempre vive le parole della Canzone del Maggio di Fabrizio De André che “mette in luce l’immobilismo, la paura e la scarsa solidarietà del gregge nei confronti di quelle poche pecore che provano a combattere la casta dei lupi.” Scritta in occasione del Maggio francese di rivolta, vuole colpire la paura di andare contro il potere, l’omertà e il timore di guardare cosa sta succedendo per ribadire che l’indifferenza e l’inerzia di fronte alle ingiustizie sociali non assolvono nessuno.
“Voi non potete fermare il vento, gli fate solo perdere tempo.”
Buon vento Thiago e Said, che il vento soffi e porti la libertà, la nostra canzone di questo maggio è per voi!
Insieme per Gaza Vercelli

