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Piemonte tra le regioni più in difficoltà
TORINO – La carenza di pediatri di libera scelta continua a rappresentare una delle principali criticità della sanità territoriale piemontese. A lanciare l’allarme sono il segretario regionale del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi, e il vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Daniele Valle, che commentano i dati contenuti nell’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe.
Secondo il report, a livello nazionale mancherebbero circa 500 pediatri di libera scelta, mentre il Piemonte si confermerebbe tra le regioni con le maggiori difficoltà nel garantire l’assistenza pediatrica sul territorio.
«Il nuovo report della Fondazione Gimbe non ci sorprende – dichiarano Rossi e Valle in una nota congiunta –. Si tratta dell’ennesima certificazione del fallimento delle politiche sanitarie dell’attuale Giunta regionale, che ha ignorato i nostri ripetuti richiami e i segnali di allarme provenienti dal territorio».
TEMA GIÁ SOLLEVATO NEL 2025
Gli esponenti democratici ricordano come il tema fosse già stato sollevato nell’ottobre 2025, durante la conferenza regionale del Pd dedicata al diritto alla salute. In quell’occasione, spiegano, erano stati presentati i dati del precedente rapporto Gimbe, che collocavano il Piemonte al secondo posto in Italia per carenza di pediatri di libera scelta in rapporto alla popolazione.
«Era un dato estremamente preoccupante che avrebbe richiesto interventi immediati – sottolineano Rossi e Valle –. Da allora, però, non solo non sono arrivate risposte adeguate, ma la situazione è ulteriormente peggiorata nel totale disinteresse della Giunta».
«QUESTA EMERGENZA NON É UNA FATALITÁ»
Per il Partito Democratico, la mancanza di pediatri nelle aree più periferiche rischia di compromettere il diritto all’assistenza sanitaria dei minori e di aumentare il ricorso improprio ai pronto soccorso.
«Lasciare intere zone del Piemonte senza un’adeguata copertura pediatrica significa negare un diritto fondamentale alle famiglie e ai bambini – affermano i due esponenti del Pd –. In assenza di servizi territoriali efficienti, i cittadini sono costretti a rivolgersi al privato o a intasare i pronto soccorso anche per patologie che potrebbero essere gestite sul territorio».
Da qui la richiesta di un cambio di passo nelle politiche regionali. Rossi e Valle chiedono investimenti immediati per rendere più attrattiva la professione di pediatra di libera scelta, favorire l’ingresso dei giovani medici e garantire la copertura delle aree attualmente carenti.
«Non si può considerare questa emergenza una fatalità – concludono –. È il risultato di una mancanza di programmazione. La tenuta della sanità pubblica si misura anche dalla capacità di garantire cure e assistenza alle nuove generazioni, che rappresentano il futuro delle nostre comunità».

