Conviviale di alto livello per il Soroptimist Vercelli
Ospite il maestro Guido Rimonda
VERCELLI – Una serata all’insegna della cultura, della musica e della valorizzazione del patrimonio storico del territorio. È quella vissuta dal Soroptimist Club di Vercelli, presieduto da Patrizia Longo, che giovedì 11 giugno ha fatto tappa nello splendido scenario del Castello di Salabue, nel cuore del Monferrato.
RISCOPERTA LA FIGURA DI ALESSANDRO COZIO DI SALABUE
L’incontro ha rappresentato un’occasione speciale per riscoprire la figura del conte Ignazio Alessandro Cozio di Salabue (1755-1840), personaggio di straordinaria importanza nella storia della liuteria italiana. Collezionista appassionato, studioso raffinato e profondo conoscitore del mercato degli strumenti ad arco, Cozio dedicò gran parte della sua vita alla catalogazione e alla conservazione di alcuni dei più preziosi violini mai realizzati.
Le sale del castello custodivano infatti quella che fu considerata la più importante collezione di strumenti firmati Stradivari e Guadagnini, oggi dispersa, insieme agli attrezzi utilizzati per la loro costruzione. Con rigore e precisione, il conte documentò caratteristiche tecniche, dettagli costruttivi e peculiarità degli strumenti, lasciando un patrimonio di annotazioni che ancora oggi costituisce una fonte preziosa per gli studiosi della liuteria.
Un’eredità storica che continua a vivere grazie alla cura e all’attenzione della famiglia Davico di Quittengo, attuale proprietaria del castello, che ha preservato gli ambienti originari mantenendone intatto il fascino e l’atmosfera.
IL VIOLINO DI GUIDO RIMONDA
A rendere ancora più coinvolgente la serata è stato il contributo del maestro Guido Rimonda, violinista di fama internazionale, che ha accompagnato i presenti in un viaggio attraverso la vita e la passione di Cozio di Salabue. Il musicista ha inoltre eseguito alcune composizioni, offrendo ai partecipanti momenti di grande intensità artistica.

Nel corso del suo intervento, Rimonda ha anche avanzato una suggestiva e plausibile ipotesi storica: quella di una possibile conoscenza tra il conte Cozio e Giovan Battista Viotti, il celebre violinista e compositore nato anch’egli nel 1755, a pochi chilometri di distanza da Salabue. Un legame che, se confermato, aggiungerebbe un ulteriore tassello al ricco mosaico culturale e musicale del Piemonte settecentesco.
L’iniziativa si è conclusa con una riflessione condivisa sull’importanza di preservare e valorizzare luoghi di grande valore storico come il Castello di Salabue, affinché possano continuare a raccontare la loro storia e contribuire alla diffusione della cultura musicale presso le nuove generazioni.
Un patrimonio che merita di essere conosciuto e promosso, non solo come testimonianza del passato, ma come risorsa viva per il futuro del territorio.

