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La sfida del cambiamento: “Una festa popolare senza sfruttamento animale”
SERRAVALLE SESIA – Mentre il Palio dei Rioni di Serravalle Sesia si prepara a celebrare il traguardo dei cinquant’anni dalla sua nascita e quarant’anni di effettiva attività, dal mondo animalista arriva un invito a riflettere sul futuro della manifestazione e, in particolare, sull’impiego degli asini durante l’evento.
L’INTERVENTO DI “PROGETTO IN CAUSA”
A intervenire è Silvia Molé, portavoce di Progetto Parte in Causa – Antispecismo radicale, che pone al centro del dibattito il rapporto tra tradizione, benessere animale e cambiamento culturale.
Secondo Molé, una delle principali argomentazioni utilizzate a sostegno del Palio è il richiamo alla tradizione. Un elemento che, a suo giudizio, non può essere considerato sufficiente per giustificare il mantenimento di una pratica. «Il fatto che qualcosa esista da molti anni – sostiene – non dimostra automaticamente che sia giusta o eticamente accettabile».
ANIMALI FUNZIONALI AL DIVERTIMENTO UMANO
L’attenzione si concentra in particolare sul ruolo degli asini all’interno della manifestazione. Nella lettura proposta dall’associazione, gli animali vengono impiegati per finalità legate all’intrattenimento e alla competizione tra i rioni, finendo per essere considerati strumenti funzionali al divertimento umano.
La posizione antispecista richiama invece il riconoscimento degli animali come esseri senzienti, capaci di provare emozioni, stress e disagio. Da qui la critica verso eventi che prevedono la loro esposizione a contesti caratterizzati da affollamento, rumori, musica e temperature elevate, condizioni che, secondo gli attivisti, possono incidere negativamente sul loro benessere.
L’ASPETTO EDUCATIVO
Nel documento viene inoltre evidenziato l’aspetto educativo della questione. Manifestazioni rivolte anche a famiglie e bambini rischierebbero, secondo l’associazione, di trasmettere l’idea che gli animali possano essere utilizzati come strumenti di svago o competizione, un messaggio ritenuto poco coerente con i principi di rispetto e attenzione verso tutti gli esseri senzienti.
La riflessione proposta non mette in discussione il valore sociale e aggregativo del Palio, riconosciuto come importante momento di identità collettiva per la comunità serravallese. Al contrario, l’invito è quello di immaginare forme di celebrazione capaci di conservare lo spirito della festa senza il coinvolgimento degli animali.
«Le tradizioni possono evolversi senza perdere il loro significato – conclude Molé –. La vera sfida non è conservare ogni elemento del passato, ma costruire manifestazioni che sappiano coniugare partecipazione, appartenenza e rispetto per tutti gli esseri viventi».
Un intervento che riapre un tema da tempo al centro del confronto pubblico: quello dell’equilibrio tra tutela delle tradizioni popolari e crescente sensibilità verso il benessere animale.

