Alessandro Caprioglio
VERCELLESE | Il consigliere comunale critica la programmazione estiva dell’Amministrazione
SANTHIÁ – A fine agosto arriva il bilancio politico sull’iniziativa “L’Estate a Santhià”, il format presentato dall’Amministrazione comunale all’inizio della stagione con l’obiettivo di raccogliere e valorizzare concerti, spettacoli, iniziative culturali e appuntamenti per famiglie, giovani e cittadini.
A criticare quanto effettivamente proposto durante i mesi estivi è il consigliere comunale Alessandro Caprioglio, che mette nel mirino soprattutto la distanza tra la comunicazione iniziale e quanto, a suo giudizio, sarebbe stato concretamente percepito in città.
«La comunicazione prometteva un’estate “ricca di appuntamenti, tutti da non perdere”. Ora che siamo arrivati alla fine di agosto, credo sia legittimo fare un primo bilancio. Buona l’idea, ma pochissima estate».
Caprioglio riconosce il lavoro delle associazioni cittadine, ma sostiene che sia mancata una vera programmazione comunale strutturata: «Al di là degli annunci e delle iniziative realizzate dalle associazioni cittadine – alle quali va riconosciuto il merito di continuare a impegnarsi per mantenere viva Santhià – è difficile individuare quella programmazione estiva comunale organica, continuativa e riconoscibile che ci si sarebbe potuti attendere dopo una presentazione tanto ambiziosa. Non basta creare un nome, una grafica accattivante e un contenitore comunicativo. Un contenitore, per funzionare, deve avere soprattutto dei contenuti».
Il consigliere guarda anche a quanto viene organizzato in altri centri del territorio e chiede per Santhià un calendario capace di creare maggiore attrattività: «Altre realtà del territorio riescono durante i mesi estivi a proporre calendari capaci di offrire occasioni di incontro, cultura, musica e intrattenimento. Anche Santhià meriterebbe una programmazione all’altezza delle proprie potenzialità, capace non soltanto di sostenere quanto organizzato dalle associazioni, ma anche di generare iniziative e attrattività».
Secondo Caprioglio, dunque, il problema non sarebbe il progetto in sé, ma la sua concreta realizzazione: «La critica, quindi, non è all’idea di “L’Estate a Santhià”, che poteva rappresentare un buon progetto, bensì alla distanza che, a mio avviso, si è creata tra la comunicazione iniziale e quanto concretamente percepito in città durante questi mesi».
Poi la battuta più polemica: «Forse, più che “L’Estate a Santhià”, per molti cittadini è stata “L’Attesa a Santhià”: attesa di eventi, di serate capaci di animare la città e di una programmazione realmente continuativa».
Caprioglio insiste infine sul rapporto tra promozione e risultati concreti: «La comunicazione è importante, ma non può diventare il risultato. Deve raccontare ciò che si fa. Per il futuro auspico quindi meno enfasi preventiva e una programmazione costruita per tempo, possibilmente insieme alle realtà cittadine, con un calendario vero e riconoscibile per tutta l’estate».
La chiusura riprende ironicamente lo slogan della campagna comunale: «Per adesso non resta che riprendere, con un po’ di ironia, lo spirito della campagna: «“L’Estate a Santhià è ricca di appuntamenti, tutti da non perdere”. Noi continuiamo a cercarli. Attendiamo i prossimi annunci!».
A.B.

