Il consigliere comunale Fabrizio Finocchi (Azione-Stati Uniti d'Europa)
POLITICA – L’intervento riguarda lo stabilimento ex Polioli, soggetto alla normativa Seveso
VERCELLI – Il progetto di ammodernamento e potenziamento dell’inceneritore Alcoplast arriva in Consiglio comunale. Il consigliere Fabrizio Finocchi, del gruppo Azione–Stati Uniti d’Europa, ha presentato un ordine del giorno che chiede al Comune di attivare in tempi rapidi una Valutazione d’impatto sanitario, affidandola a tecnici esperti.
L’analisi dovrebbe essere completata prima che gli uffici comunali formulino il parere tecnico da trasmettere alla Provincia. Alla Giunta viene chiesta anche una valutazione politica sulla coerenza dell’intervento con gli obiettivi ambientali dichiarati dall’Amministrazione.
La nuova iniziativa segue il dibattito già affrontato da La Voce Vercellese sul progetto Alcoplast e sui dati sanitari del territorio.
UN INVESTIMENTO DA 37 MILIONI DI EURO
Alcoplast ha presentato il 6 maggio 2026 la richiesta per ottenere il Provvedimento autorizzatorio unico regionale, comprensivo della Valutazione d’impatto ambientale e della modifica sostanziale dell’Autorizzazione integrata ambientale.
Il progetto prevede il revamping dell’inceneritore utilizzato per lo smaltimento termico dei reflui e dei residui chimici liquidi prodotti nello stabilimento di via Ettore Ara 48. L’impianto verrebbe trasformato in termovalorizzatore. Sono previste anche nuove linee per la produzione di resine melamminiche e Bis-MPA.
L’investimento indicato ammonta a 37 milioni di euro. Nell’ordine del giorno si evidenzia che il progetto non prevede un aumento dei posti di lavoro e che gli introiti derivanti dalla produzione di energia elettrica non porterebbero benefici diretti alla popolazione vercellese.
INCHIESTA PUBBLICA PER 90 GIORNI
Su richiesta di Legambiente del Vercellese e della Valsesia e di Pro Natura del Vercellese, Valsesia e Vco, la Provincia ha disposto lo svolgimento di un’inchiesta pubblica nell’ambito della procedura di Valutazione d’impatto ambientale.
La consultazione, iniziata il 20 agosto, proseguirà per novanta giorni a partire dalla determinazione provinciale del 1° settembre. Finocchi chiede che l’ordine del giorno e il resoconto stenografico del dibattito consiliare siano trasmessi alla Provincia e acquisiti agli atti dell’inchiesta.
LA VICINANZA ALLA CITTÁ E LA FALDA
Il documento sottolinea che lo stabilimento si trova a circa 1.400 metri dal centro abitato, confina con terreni agricoli ed è inserito nell’area ex Polioli, soggetta alla normativa Seveso per il rischio di incidenti rilevanti.
Tra gli elementi evidenziati figura anche la profondità della falda, compresa tra zero e cinque metri e, durante la stagione irrigua, capace di raggiungere livelli prossimi al piano di campagna. Il Piano regionale per la gestione dei rifiuti speciali considera questa condizione un criterio localizzativo penalizzante.
L’ordine del giorno richiama inoltre la presenza, nella stessa area industriale, della fabbrica di pallet Circular Wood, autorizzata a trattare fino a 110mila tonnellate annue di rifiuti legnosi, e della centrale termoelettrica Alpiq da circa 108 megawatt termici.
IL PRECEDENTE VOTO REGIONALE
Finocchi richiama l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale del Piemonte il 19 aprile 2016, che “impegna la Giunta regionale del Piemonte – ad escludere senza alcun margine di dubbio – per quanto riguarda la città e provincia di Vercelli – la costruzione di nuovi termovalorizzatori o la ristrutturazione di impianti già esistenti e dismessi”.
Nel documento vengono ricordati anche lo studio epidemiologico realizzato nel 2015 dall’Arpa di Vercelli e le linee programmatiche approvate dal Consiglio comunale nel settembre 2024: «La tutela della salute e dell’ambiente rappresenta il principio cardine a cui si ispirano le politiche del Comune. È nostro dovere preservare e valorizzare il territorio, lasciando alle future generazioni un ambiente migliore di quello che abbiamo ereditato. Con riferimento alla qualità dell’aria l’analisi del contesto attuale pone in evidenza una condizione sfavorevole dovuta alle condizioni morfologiche della pianura Padana ed alla vicinanza a grandi centri metropolitani come Torino e Milano. Le azioni già condotte in materia di riduzione delle emissioni e contenimento energetico, la fine della pratica dell’abbruciamento delle stoppie del riso e la chiusura del vecchio inceneritore hanno sicuramente contribuito al miglioramento delle condizioni che si registravano anni fa. Tuttavia l’impegno dell’Amministrazione è quello di introdurre miglioramenti, sia attraverso azioni dirette per il miglioramento della qualità dell’aria, sia favorendo una transizione culturale che promuova una maggiore consapevolezza ambientale, senza penalizzare le categorie più deboli».
L’ordine del giorno pone quindi il sindaco Roberto Scheda e la Giunta davanti a una scelta tecnica e politica: stabilire se il progetto sia compatibile con la tutela della salute, con la qualità dell’aria e con gli impegni assunti dall’Amministrazione.
A.B.

