Gian Carlo Locarni
POLITICA – Il movimento accoglie positivamente il percorso gratuito per formare e assumere nuovi conducenti
VERCELLI – Nelle celebrazioni per i 40 anni di Atap arriva una notizia che, per una volta, merita di essere salutata senza ambiguità: l’apertura delle iscrizioni all’Academy «Noi guidiamo Atap», un percorso gratuito per formare e assumere nuovi conducenti secondo una formula tradizionale.
Le ipotesi di accordi privilegiati con il Marocco – patente pagata, alloggio per sei mesi, reclutamento diretto dall’altra sponda del Mediterraneo – sono state messe da parte.
Lo scorso giugno denunciavano quella prospettiva come inaccettabile. Non per ostilità verso chiunque voglia lavorare in regola, ma per un principio semplice: un’azienda pubblica, partecipata da Comuni e Province, non può bypassare i cittadini italiani e i residenti del Biellese e del Vercellese per andare a “importare” manodopera con benefit extra finanziati dai contribuenti. Allora dissero tre cose, e le ribadiamo oggi.
Primo: la carenza di autisti è reale. Atap deve coprire decine di turni scoperti, percorre milioni di chilometri all’anno, e il mestiere è diventato poco attrattivo per il costo della patente professionale, gli orari spezzati e i weekend. Negarlo sarebbe da irresponsabili.
Secondo: la soluzione non può essere la resa. Prima si rende il lavoro dignitoso e accessibile a chi vive qui. Bando pubblico trasparente, priorità ai residenti, incentivi alla patente e alla formazione per i nostri giovani e i nostri disoccupati. Solo dopo, se i posti restano scoperti, si valutano altre strade.
Terzo: i soldi pubblici non sono un corridoio preferenziale per un Paese extra-Ue. Formazione e alloggio a carico dell’azienda hanno un senso se sono lo strumento per riempire i bus del territorio, non se diventano un pacchetto “chiavi in mano” riservato a chi arriva da fuori mentre tanti piemontesi restano alla porta.
Oggi Atap, per voce della presidente Francesca Guabello, sceglie un’Academy aperta e una formula più tradizionale. È la strada che chiedevamo. Non è una vittoria di partito: è il minimo che si deve a chi paga le tasse e aspetta un servizio pubblico che funzioni senza che l’azienda pubblica si convinca, in partenza, che “gli italiani non rispondono”.
Futuro Nazionale continuerà a vigilare su tre punti concreti:
1. che l’Academy sia davvero aperta a tutti i candidati in possesso dei requisiti, senza corsie preferenziali opache;
2. che i criteri di selezione e i finanziamenti siano pubblici e verificabili;
3. che si lavori, insieme a sindacati e soci dell’azienda, per rendere di nuovo sostenibile il mestiere dell’autista — retribuzioni, turni, prospettive — invece di accontentarsi di tamponare l’emergenza.
Il trasporto pubblico non è un laboratorio di sperimentazioni geopolitiche. È un servizio per Biella, Vercelli e i comuni del territorio. Chi deve salire sul bus al mattino ha diritto a un’azienda che cerca prima in casa, e solo dopo guarda altrove.
Futuro Nazionale Vercelli

