Una parte del lungo corteo del Vercelli Pride 2026
ATTUALITÁ – Arcigay ringrazia la città: «Abbiamo dimostrato che possiamo esserci»
VERCELLI – Oltre duemila persone hanno partecipato sabato 19 settembre al Vercelli Pride 2026, attraversando la città contro ogni forma di violenza e discriminazione. A tracciare il bilancio della seconda edizione è Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia, guidato dal presidente Gianluca Mischiatti.
“Il 19 settembre, le voci di tutt* erano una voce sola. Grazie a tutt* voi il Vercelli Pride 2026 è stato memorabile. Noi, però, non vogliamo sia un punto di arrivo. Vogliamo che sia un punto di partenza per un dialogo costante tra Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia, le Istituzioni comunali e le realtà del territorio vercellese”.

La parata è partita da piazza Roma e ha percorso i principali viali cittadini fino al Parco Kennedy, dove hanno preso la parola ospiti, associazioni, rappresentanti e delegazioni degli altri comitati Pride.
Tra gli interventi quello di Simonetta Musitano, dedicato a pregiudizi, politica e discriminazione, e quelli di Priscilla, Natascia Maesi e delle realtà impegnate nella difesa dei diritti.
“Sono stati mesi di intenso lavoro, tempo ed energie – ricorda Mischiatti, presidente del comitato Vercelli Pride e di Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia –. Ma ce l’abbiamo fatta. Ed eravamo tant*. Il 19 settembre, Vercelli ha dimostrato che c’era e che, quando vuole, riesce a farsi sentire. Il 19 settembre abbiamo dimostrato che possiamo esserci”.
Dal palco è stato ribadito il carattere intersezionale della manifestazione, che unisce alla battaglia per i diritti LGBTQIA+ quelle contro il razzismo, il sessismo, l’abilismo, l’ageismo e ogni forma di discriminazione. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo dei Pride nelle realtà di provincia.

Vercelli ha inoltre stretto un gemellaggio con il primo Pride dei Campi Flegrei, celebrato nello stesso giorno. Due manifestazioni unite dalla volontà di sostenersi reciprocamente e portare avanti una battaglia comune per i diritti.
Il documento politico della manifestazione, intitolato “Art. 3: Dalla Carta all’Orgoglio”, ha richiamato il principio costituzionale di uguaglianza e il compito delle istituzioni di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona.
Sono intervenuti anche Lara Danesino della Cgil, Bruno Rastelli dell’Anpi, Laura Zinno di Femme, Famiglie Arcobaleno e i rappresentanti dei comitati Pride di Torino, Novara, Alessandria, Aosta, Biella, Vco ed Europride. Isabel Cortes di Dance for Pride ha ricordato il valore universale della musica e della danza.
La giornata si è conclusa con il concerto dei Tony e i Volumi e il dj set di Lui J all’Ottimo Bar.
“Troppo spesso, ancora oggi, la comunità LGBTQIA+ è attaccata, umiliata, ridotta al silenzio o del tutto invisibilizzata. Noi chiediamo che la Repubblica garantisca parità di diritti, equità e inclusione. Vogliamo che l’art. 3 venga messo effettivamente in pratica e che tutt* abbiano pieno accesso agli stessi diritti. In fondo, con una sola voce, chiediamo soltanto che tutt* abbiano il diritto di essere felici”.
A.B.

