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Nel corso della BIT 2026
Vercelli – Alla BIT, la Borsa Internazionale del Turismo, è stata presentata ieri, mercoledì 12 febbraio, la seconda edizione di Risò – Festival Internazionale del Riso, in programma a Vercelli a settembre. Non solo un evento, ma un progetto strutturale che unisce agricoltura, innovazione, turismo, promozione territoriale e formazione. Dopo il successo dello scorso anno, che ha portato a Vercelli buyer internazionali e otto ministri europei dei Paesi produttori di riso, Risò si conferma come piattaforma strategica capace di parlare ai mercati globali partendo da una radice profondamente identitaria: il paesaggio delle terre d’acqua.
LE DICHIARAZIONI
Ad aprire la presentazione è stato Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte, che ha ribadito la dimensione internazionale e il valore sistemico dell’iniziativa, annunciando che il prossimo 11 settembre, in occasione dell’evento, verrà inaugurata una sede di Agrion a Vercelli.
È intervenuta anche Natalia Bobba, Presidente dell’Ente Nazionale Risi, che ha evidenziato il contesto di trasformazione dei mercati e la necessità di strumenti di tutela e valorizzazione: «Cosa faremo e cosa accadrà nell’edizione del 2026? Abbiamo in mente di realizzare una sala immersiva dove i visitatori potranno entrare con i loro piedi senza stivali, in una risaia. Poi rimangono gli oculus, come lo scorso anno e una parte didattica, per far comprendere che il riso viene lavorato attraverso un processo meccanico e non chimico». Accanto alla dimensione produttiva, la seconda edizione rafforza in modo deciso la vocazione turistica e territoriale.

Davide Gilardino, Presidente della Provincia di Vercelli, ha sottolineato il valore identitario del legame tra acqua e riso, ricordando come il Canale Cavour – che nel 2026 celebrerà i 160 anni dall’apertura delle grandi paratoie – abbia trasformato il territorio nel più importante distretto risicolo europeo: «In questa seconda edizione ci sarà esposizione, degustazione, vendita, momenti di convegno, di approfondimento e di confronto su quelle che sono le problematiche, le prospettive, i punti di forza della risicoltura, tenendo presente che una tradizione antica».
Roberto Scheda, Sindaco di Vercelli, ha sintetizzato con parole nette: “La seconda edizione dovrà essere all’altezza di Vercelli, della sua storia agricola, della sua competenza scientifica, della sua capacità di tenere insieme tradizione e futuro senza fare confusione. Sarà, ancora una volta, il racconto serio e accessibile di ciò che il riso è stato, è e può diventare. Un Festival che parla al mondo partendo da casa nostra. Perché Vercelli, quando fa bene il suo mestiere, non ha bisogno di alzare la voce: le basta continuare a seminare. E attendere, con fiducia, il raccolto».
Nei prossimi mesi, in avvicinamento dell’evento, partiranno nuovi percorsi turistici con partenze da Torino e Milano, in collaborazione con i tour operator piemontesi, generando flussi costanti e contribuendo alla destagionalizzazione.
Determinante, in questo percorso, il ruolo della promozione turistica territoriale. Raffaella Afferni, Presidente ATL – Terre dell’Alto Piemonte, e Massimo Maio, Consigliere territoriale del Vercellese, hanno ribadito il valore del festival come strumento di valorizzazione internazionale del territorio.
Carlotta Cassani, studentessa dell’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” (UPO) – confermato tra i partner anche per il 2026 –, ha scelto il Festival Internazionale del Riso come case study della sua tesi sul turismo gastronomico e il digital marketing, evidenziando come la prima edizione abbia rappresentato un esempio concreto di promozione territoriale integrata, capace di coniugare comunicazione digitale, identità locale e attrattività turistica, trasformando un prodotto agricolo in esperienza culturale e leva economica per il territorio.

