Laura Minghetti Rondoni e Gianluigi Pollone
La conviviale di marzo
VERCELLI – Eleonora d’Aquitania, una delle personalità più influenti del XII secolo, è stata la protagonista assoluta di una delle conviviali del Rotary Club Sant’Andrea Vercelli. Attraverso la relazione di alto profilo di Laura Minghetti Rondoni, è emersa la parabola biografica di una donna capace di ridefinire gli equilibri geopolitici tra Francia e Inghilterra, coniugando il rigore della ricostruzione storica con il racconto vivido di una figura che ha sfidato le convenzioni del suo tempo. A introdurre il curriculum Laura Minghetti Rondoni è stato il presidente Gianluigi Pollone.
La relatrice ha poi introdotto il tema partendo dalla centralità strategica dell’Aquitania. Questa regione, descritta come un territorio di straordinaria ricchezza economica, agricola e forestale, superava per estensione e prestigio i possedimenti diretti della corona francese dell’epoca. In questo contesto, Eleonora emerse non solo come l’unica erede di un patrimonio immenso, ma come una figura formata in una corte “letterata”, dove vigevano la tradizione dei trovatori e il culto della bellezza.
Il suo destino fu segnato dal matrimonio con Luigi VII di Francia, un’unione dipinta come un incontro tra mondi inconciliabili: da un lato la solarità delle corti del sud, dall’altro l’austerità di una Parigi medievale, cupa e spiritualmente rigida. Eleonora stessa, con amara ironia, lamentava di aver sposato “un monaco anziché un re”, riferendosi alla natura eccessivamente devota del sovrano.L’analisi storica si è poi soffermata sulla rottura con la corte francese. Dopo anni di tensioni, culminati nella partecipazione alla Seconda Crociata — interpretata come un “pellegrinaggio armato” — il matrimonio fu annullato per consanguineità.
La prontezza strategica di Eleonora si manifestò nella rapidità con cui, riappropriatasi della propria dote, contrasse nuove nozze con Enrico II Plantageneto. Questo passaggio sancì la nascita di un impero vastissimo che univa l’Inghilterra a gran parte della Francia occidentale, innescando una rivalità secolare tra le due nazioni. Dalla feconda unione nacquero otto figli, tra cui Riccardo Cuor di Leone. Proprio Riccardo ha rappresentato il fulcro della narrazione: la sua epopea nella Terza Crociata e la prigionia in Germania hanno permesso di evidenziare l’eccezionale caratura politica di Eleonora.
Fu lei a farsi carico della titanica raccolta fondi per il riscatto del figlio, dimostrando una tempra e una lucidità diplomatica fuori dal comune nonostante l’età avanzata. Un elemento di profondo interesse è stato il richiamo al Cardinale Guala Bicchieri. La relatrice ha ricordato come l’illustre prelato vercellese avesse intrecciato la propria storia con quella dei Plantageneti, agendo come tutore di Enrico III e partecipando ai delicati passaggi della Magna Carta. Questo dettaglio ha permesso di ancorare la grande storia europea alle radici profonde della comunità vercellese, legata a doppio filo ai tesori architettonici della città.
In conclusione, è stata proposta una riflessione sull’iconografia funebre di Eleonora a Fontevraud. Contrariamente alla tradizione, il monumento la ritrae distesa mentre legge un libro: il manifesto di una vita dedicata alla conoscenza.

