Un momento della conferenza stampa delle opposizioni in consiglio regionale
Le opposizioni in consiglio regionale: “La Giunta sposta il problema”
TORINO – «Da settimane chiediamo trasparenza e la possibilità di capire davvero che cosa stia accadendo nei bilanci della sanità piemontese e nel bilancio complessivo della Regione. Questa mattina, finalmente, abbiamo avuto in Commissione una presenza intensa della Giunta: cinque assessori seduti al tavolo, un fatto che ci ha consentito di chiarire alcuni elementi che ci preoccupavano da mesi, pur senza dissipare del tutto i nostri dubbi. Come è noto, ci troviamo di fronte a un disegno di legge che prevedeva una variazione di bilancio da 209 milioni per coprire il disavanzo delle aziende sanitarie. Ieri, però, è comparsa una nuova tabella, profondamente diversa da quella iniziale: dentro ci sono tagli che noi continuiamo a considerare tali, anche se la maggioranza preferisce chiamarli “prestiti” tra direzioni», afferma la Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero.
«E’ il momento di rimettere in fila le questioni – interviene il Vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle – Le aziende sanitarie piemontesi hanno accumulato un deficit di 209 milioni di euro nel corso del 2025. Sono 50 milioni di euro in più dal 2023. Una spesa fuori controllo, con grandi difformità tra le Aziende (in alcune il deficit cresce, in altre cala) a cui non corrisponde nessun aumento di servizi. Le liste d’attesa sono fuori controllo, le code nei pronto soccorso aumentano, il personale è allo stremo. Dobbiamo sottolineare che Azienda Zero, nata per razionalizzare, è già in passivo di oltre 20 milioni. Due sono gli strumenti con cui ci si prefigge di recuperare il deficit: oltre 70 milioni di rinvio rate mutui, cioè si sposta il problema del debito, caricandolo su chi verrà dopo. E poi decine di milioni di euro tagliati a trasporti, diritto allo studio, extra lea e province. C’è l’impegno, assunto da cinque assessori in Commissione, a recuperare questi tagli nell’assestamento di bilancio, da presentarsi a giugno e approvare entro agosto. Non solo, gli assessori hanno anche assicurato, uno per uno, che nessuno di questi tagli impatta su spese che si tengono da oggi a agosto. Come si recupereranno questi 98 milioni? Attraverso dei crediti antecedenti al 2011 che la Regione vanta verso le ASL, per somme che queste hanno già o stanno per ricevere dallo Stato».
«Per noi questo è solo il primo tempo di una partita che poi si giocherà in assestamento, dove verificheremo puntualmente questi impegni vengano rispettati, che nessun euro venga sottratto a università, welfare, trasporti e che nessuno debba pagare conseguenze per questo spostare avanti nel tempo la disponibilità delle risorse. Resta il tema di una spesa che cresce senza controllo, al di là dei proclami, e senza un effettivo miglioramento dei servizi: una certificazione del fallimento delle politiche sanitarie della Giunta Cirio e un’ombra lunga sui conti sanitari del 2026. Il Pd continua a dirlo con chiarezza: questi sono tagli a politiche essenziali della Regione, fatti per coprire un disavanzo sanitario che richiede invece trasparenza, dati certi e un confronto serio. La sanità piemontese merita molto di più di tabelle che cambiano da un giorno all’altro», aggiungono Pentenero e Valle.
«Dopo 7 anni di governo, la Giunta Cirio continua a scaricare le responsabilità dei propri fallimenti sul passato – afferma Sarah Disabato, capogruppo regionale M5S Piemonte -. La realtà è che nulla è stato fatto dalla Destra, se non passi falsi, come dimostra il peggioramento costante negli ultimi anni dei conti delle aziende sanitarie. Gli unici risultati raggiunti sono quelli resi possibili dal PNRR, con i fondi intercettati dal Governo Conte che stanno permettendo di realizzare case e ospedali di comunità, inaugurati in pompa magna da Cirio e dai suoi assessori. Al momento, con questa variazione, assistiamo solo a tagli da decine di milioni di euro su partite fondamentali per il Piemonte, con la promessa di vedere ricomparire quelle somme in estate, con le somme che la Regione riceverà dalle aziende sanitarie. Ma la sanità non si governa con le promesse, si governa con i fatti e con la serietà. E per questo motivo abbiamo presentato una serie di emendamenti su salute mentale, non autosufficienza, liste d’attesa, cura delle patologie come vulvodinia e fibromialgia, con l’obiettivo di rispondere alle tante esigenze dei cittadini e delle cittadine piemontesi. La Giunta Cirio voleva far passare questo provvedimento in sordina, ma grazie al lavoro fatto dalle opposizioni siamo riusciti a riportare il tema al centro del dibattito. Un’attenzione che il Governo Meloni non ha mai avuto, altrimenti avrebbe messo a disposizione le risorse necessarie ad evitare queste improbabili e fantasiose manovre sul bilancio regionale. Checché ne dica Riboldi, la situazione della sanità piemontese è grave: un profondo rosso».
«Per coprire il buco della sanità, la Giunta Cirio sottrae 193 milioni a trasporti, studenti e welfare. Hanno il coraggio di chiamarlo congelamento, ma la verità è che si tratta dell’ennesimo pagherò firmato sulla pelle dei cittadini», dichiara la consigliera regionale Vittoria Nallo (Italia Viva, Stati Uniti d’Europa)
«Ci chiedono un atto di fede sperando di trovare le coperture in estate con l’assestamento di bilancio. I piemontesi, però, non possono pagare l’incapacità di questa maggioranza con cambiali in bianco e servizi messi a rischio da giochi contabili», conclude Nallo.
«Siamo di fronte all’ennesima cambiale in bianco che la Giunta Cirio chiede ai piemontesi: ci dicono che i tagli a trasporto ferroviario, persone non autosufficienti e borse di studio sono solo “momentanei”, ma a coprirli dovrebbero essere proprio dei versamenti, per 96 milioni di crediti ante 2011, di quelle stesse aziende sanitarie che oggi necessitano di un supporto di oltre 200 milioni di Euro dal bilancio regionale. Si tratta degli stessi 96 milioni che erano inseriti come copertura nella proposta iniziale di variazione di bilancio, poi modificata con un blitz in aula, e che il Ministero non ha accettato: il dubbio sulla affidabilità di quelle poste è lecito. Quello che Cirio e Riboldi non dicono è che il problema è tutto interno alla destra e dipende dal fatto che il Governo Meloni sta investendo troppo poco nel servizio sanitario, mentre continua a finanziare il riarmo, e che sta tagliando fondi preziosi alle Regioni e agli enti locali, creando immensi problemi ai cittadini che si vedono ridurre i servizi oltre ad essere vessati dall’inflazione. Di fronte a questi numeri e a una coperta sempre più corta, è infine davvero incredibile l’atteggiamento dell’assessore Riboldi che continua a parlare di “investimenti” e a raccontare un “modello Piemonte” che esiste solo nei suoi reel su instagram», dichiara infine la capogruppo di AVS Alice Ravinale.

