La copertina del libro di Muraro
Oggi la presentazione dell’ultima fatica letteraria dello scrittore vercellese
VERCELLI – Uscirà domani, venerdì 15 maggio, l’ultima fatica letteraria di Maxssimiliano Muraro, giornalista vercellese e grande appassionato (nonché ottimo atleta) di ciclismo. Si tratta di “50 anni da Felice”, edito da Ediciclo nella collana “I miti dello Sport”. Il libro racconta l’ultimo Giro d’Italia vinto da Felice Gimondi. Si avvale anche della postfazione scritta da Norma Gimondi, figlia del mitico ciclista bergamasco. Il volume è stato presentato oggi, giovedì 14 maggio, al Motovelodromo di Torino, nel contesto di Salone Off, evento collaterale del salone del Libro che si è aperto nelle scorse ore.
Il 12 giugno 1976 Felice Gimondi porta a compimento l’ultima impresa della sua straordinaria carriera sportiva: contro ogni pronostico, a quasi trentaquattro anni, vince il suo terzo Giro d’Italia. A Milano è lui a salire sul gradino più alto del podio con indosso la maglia rosa, davanti al belga Johan De Muynck e al campione in carica Fausto Bertoglio, in un’edizione della corsa che ha visto impegnato anche Eddy Merckx. Il libro di Muraro celebra quel trionfo ripercorrendolo tappa dopo tappa, dalla Sicilia alla Lombardia, attraverso gli Appennini e le Alpi, in un racconto che va ben oltre la cronaca sportiva. Il declino del Cannibale, l’ascesa di Moser, le volate di De Vlaeminck e la tragedia di Santisteban sono solo alcune delle storie che fanno da corollario all’impresa.
L’autore, storico dell’arte, giornalista e ciclista appassionato, ha costruito il libro ispirandosi dichiaratamente alle cronache di Dino Buzzati al Giro d’Italia del 1949: ogni tappa diventa occasione per esplorare i luoghi attraversati dalla corsa con digressioni su arte, letteratura, storia e antropologia, dai Bronzi di Riace ai Sassi di Matera, dal Vajont alla Madonna del Ghisallo, dal Duomo di Cefalù alle Dolomiti. Un intero capitolo è dedicato ai legami tra ciclismo e cultura: da Buzzati a Pratolini, da Brera a Gianni Mura, da Pascoli a Rodari, fino alle canzoni di Paolo Conte, De Gregori e Guccini.
L’architettura narrativa del volume comprende anche tre lettere ideali dell’autore indirizzate a Felice Gimondi, inserite in momenti chiave del racconto: alla vigilia della partenza da Catania, nel giorno di riposo a Varazze e nell’epilogo a Milano, dopo la vittoria. Una scelta che intreccia la dimensione autobiografica con quella sportiva: Muraro è nato nel 1976, lo stesso anno del trionfo di Gimondi, e la passione per il ciclismo gli è stata trasmessa dal nonno, contadino veneto e grande tifoso del campione bergamasco. Anche i loro padri condividono lo stesso mestiere: camionisti, gente di strada abituata alla fatica e alla tenacia.
Massimiliano Muraro (Vercelli, 1976) è storico dell’arte e giornalista. Ha collaborato con numerose testate e pubblicato monografie, saggi e articoli su pittori, scultori, architetti e sui principali movimenti artistici. Praticante e appassionato di ciclismo, nel 2024 ha lavorato per l’ufficio stampa Grand Départ del Tour de France.

