Immagine di repertorio
Sabato 3o maggio presidio di protesta
VERCELLI – Riceviamo e pubblichiamo

Opporsi alla “Fattoria in Città” di Vercelli significa esprimere una dura critica verso un modello specista, economico, culturale e istituzionale ritenuto superato, che contribuisce alla desertificazione e all’impoverimento del territorio e a una visione della cultura orientata principalmente al profitto. In questo contesto, viene messa in discussione la rappresentazione e l’utilizzo degli animali non umani quali fenomeni da baraccone, oggetto di pratiche educative e divulgative non più supportate dalla sensibilità contemporanea. I dirigenti e gli insegnanti delle scuole aderenti dovranno un giorno risponderne direttamente a studenti diventati adulti e consapevoli della mancata pluralità dell’informazione.
Nei processi decisionali cittadini, viene dato spazio prevalente a “esperti” e operatori legati a modelli obsoleti, risultano poco o per nulla coinvolte cittadine e cittadini, associazioni di base e soggetti direttamente esposti non da ultimo agli effetti ambientali e sociali di tali scelte. Il concetto di “benessere animale” è qui legato a un paradigma più ampio che consente l’utilizzo, lo sfruttamento e l’uccisione degli altri animali, purché “amorevole” (fattoria felice) senza mettere realmente in discussione il rapporto tra umani e altre specie animali. In questo senso, vengono supportati fiere, allevamenti e allevamenti intensivi, spettacoli o esposizioni pubbliche, zoo, delfinari, laboratori, caccia, che continuano a suscitare dibattito per le loro implicazioni etiche e ambientali, anche in relazione a concreti rischi sanitari (Arborio).
Storicamente, movimenti sociali e culturali hanno spesso anticipato e innescato cambiamenti poi riconosciuti a livello istituzionale e scientifico, come dimostrano le esperienze in ambito dei diritti civili e sociali. Analogamente, si osserva come alcune rivendicazioni e preoccupazioni legate agli animali non umani, all’ambiente e alla salute pubblica tendano a essere inizialmente ridimensionate (“allarmismi”) per poi acquisire maggiore rilevanza nel tempo. Le ideologie dominanti si presentano come neutre pur essendo non di rado le più distruttive e nocive. Alla luce di queste considerazioni, si propone una riflessione critica su tali eventi e, per chi condivide questa posizione, la possibilità di non parteciparvi o di sostenerne forme alternative. Dopo la messa in discussione di classe, “razza”, sesso e genere, abilismo è il momento del superamento dei confini di specie.
Presidio di protesta sabato 30 maggio, ore 16:30, in fondo a Corso Garibaldi (di fronte alla stazione ferroviaria)
Parte in Causa – antispecismo radicale
Cani Sciolti – gruppo antispecista Vercelli

