Uno dei tanti negozi chiusi a Vercelli
Presentata da Pd e lista civica “Bagnasco Sindaco”
VERCELLI – Il commercio di prossimità rappresenta per Vercelli molto più di una semplice rete di vendita: è un presidio economico, sociale e identitario. Negozi, botteghe e servizi di quartiere contribuiscono alla vitalità delle strade, alla relazione quotidiana tra cittadini e alla cura informale degli spazi pubblici. Quando questa trama si indebolisce, la città perde punti di riferimento e occasioni di incontro, con ricadute che vanno oltre i bilanci delle singole attività.
Negli ultimi anni, tuttavia, il numero di esercizi attivi si è progressivamente ridotto, mentre aumentano i locali vuoti e le vetrine spente. Il fenomeno appare particolarmente evidente nel centro cittadino, dove la rotazione delle attività è più rapida e la continuità commerciale più fragile. La percezione diffusa è quella di un arretramento costante, che rende più difficile mantenere attrattive le vie tradizionalmente dedicate allo shopping e ai servizi.
LA CLASSIFICAZIONE DI CONFCOMMERCIO
A rafforzare l’allarme è arrivata la recente pubblicazione di Confcommercio che ha indicato Vercelli come territorio “bandiera rossa”, una definizione che sintetizza un quadro di sofferenza strutturale del tessuto commerciale. La classificazione richiama l’attenzione su dinamiche che, se non affrontate con politiche mirate e continuità amministrativa, rischiano di consolidarsi e diventare difficilmente reversibili.
- Declino delle attività commerciali
- Riduzione dell’attrattività del centro urbano
- Contrazione dei flussi pedonali e dei consumi locali
LE DIFFICOLTÀ DEGLI ESERCENTI
Gli esercenti segnalano un insieme di criticità che si sommano e comprimono i margini: l’aumento dei costi di gestione (affitti, utenze, personale), la pressione competitiva dell’e-commerce e una clientela percepita come più prudente nei consumi. A questo si aggiungono fattori legati alla fruibilità urbana — accessibilità, sosta, qualità degli spazi — che incidono sulla scelta di dove acquistare. Il risultato, raccontano molti operatori, è una fatica crescente nel sostenere investimenti e nel programmare il futuro.
GLI EFFETTI SULLA CITTÀ
La desertificazione commerciale non produce solo un impatto economico: modifica la qualità della vita urbana, influenza la percezione di sicurezza e indebolisce la coesione sociale. Strade meno frequentate e vetrine spente possono alimentare un senso di abbandono, riducendo la presenza quotidiana che contribuisce a presidiare e rendere vivi i luoghi. In questo quadro, il commercio locale resta un elemento essenziale per mantenere attivi gli spazi pubblici e contrastare fenomeni di degrado, soprattutto nelle aree più esposte alla perdita di funzioni e servizi.
LE DOMANDE ALL’AMMINISTRAZIONE
I consiglieri comunali del Partito Democratico e della lista civica “Bagnasco Sindaco” hanno presentato un’interrogazione al Sindaco e all’Assessore competente, chiedendo:
- la conoscenza dell’articolo e la valutazione della classificazione “bandiera rossa”;
- i dati aggiornati su aperture e chiusure negli ultimi cinque anni;
- le misure concrete adottate per contrastare la desertificazione commerciale;
- le iniziative previste per sostenere le attività esistenti e favorire nuove aperture;
- l’intenzione di attivare un piano strategico strutturato con il coinvolgimento delle associazioni di categoria e dei commercianti;
- le azioni per migliorare l’attrattività urbana e invertire la tendenza negativa.
Il quadro delineato impone tempi rapidi e scelte coerenti: senza interventi mirati, il rischio è che la “bandiera rossa” diventi una condizione stabile. Per istituzioni e parti sociali, la sfida è trasformare l’allarme in un percorso operativo capace di riportare fiducia, investimenti e presenza nelle vie della città.

