Conigli nelle gabbie e sotto il sole cocente alla "Fattoria in Città"
La diffida inviata al Sindaco, ai carabinieri forestali e all’Asl
VERCELLI – La LAV ha diffidato il Comune di Vercelli sulla “Fattoria in Città”. È, infatti, di oggi la denuncia inviata al Sindaco, ai carabinieri forestali e all’Asl, chiedendo controlli immediati per valutare le condizioni degli animali esposti all’interno della rassegna.
Nel documento si legge che “fino al 2 giugno p.v., a Vercelli, è previsto lo svolgimento della manifestazione denominata “La Fattoria in città”, una fiera, di solito con enorme affluenza, che combina l’esposizione di animali vivi a grigliate e a spettacoli/eventi di vario genere”; che “detta manifestazione prevede quindi l’esposizione di numerosi animali vivi, tra cui capre, pecore, mucche, cigni, galline, galli, anatre, oche, furetti, conigli, cincillà, maialini vietnamiti, asini, cavalli, pony, rapaci, aquile, falchi, gufi, civette, rettili e tartarughe”; “che gli animali sono detenuti in spazi angusti e in un contesto urbano, del tutto inadatto alle loro caratteristiche etologiche”; che “in questi giorni la Regione Piemonte è stata colpita da un caldo inusuale ed estremo, che, come è evidente, mette a rischio la salute degli animali esposti, ai quali, tra l’altro, non sempre viene offerto un adeguato riparo”.
L’associazione sottolinea che l’articolo 9 della Costituzione, come modificato dalla Legge Costituzionale n. 1/2022, tutela espressamente gli animali, imponendo non solo al legislatore, ma anche alle amministrazioni, il dovere di rispettare in maniera inderogabile la normativa a tutela degli stessi e che ai sensi degli artt. 3 e 5 del D.Lgs. 5 agosto 2022 n. 134, attuativo del Regolamento (UE) 2016/429, le ASL e le autorità veterinarie competenti esercitano funzioni di registrazione, vigilanza e controllo sanitario anche in relazione a fiere, mostre, mercati ed esposizioni di animali, con verifica preventiva dei requisiti sanitari e di biosicurezza.
Inoltre, si legge ancora nella diffida, “l’articolo 544 ter del Codice penale (maltrattamento di animali) statuisce che “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo e al secondo comma deriva la morte dell’animale”.
Occorre ricordare che l’articolo 544 quater del Codice penale statuisce che “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni e con la multa da 15.000 a 30.000 euro. La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti di cui al primo comma sono commessi in relazione all’esercizio di scommesse clandestine o al fine di trarne profitto per sé od altri ovvero se ne deriva la morte dell’animale”. Tale articolo vieta, dunque, gli spettacoli e le manifestazioni che comportano strazio o sevizie per gli animali, mentre soggetti attivi sono ‘chiunque concorre, a qualsiasi titolo, all’organizzazione dell’evento’ (comprese le attività di coordinamento, predisposizione, direzione, ecc.), nonché ‘chiunque promuove l’evento’ nel senso che lo favorisce, lo sostiene, lo stimola e lo pubblicizza e, dunque, la manifestazione in oggetto ben potrebbe attagliarsi a questa fattispecie penale.
Viene, quindi, chiesto alle Autorità, per gli aspetti di rispettiva competenza, di voler disporre controlli all’interno della manifestazione in oggetto, mirati a verificare le condizioni di detenzione e di salute degli animali esposti e il rispetto della normativa penale a tutela degli animali. Nei casi di violazione della norma penale a tutela degli animali, si chiede altresì che siano identificati gli espositori responsabili della violazione e segnalati all’autorità giudiziaria.
La diffida è firmata dal presidente nazionale LAV, Gianluigi Felicetti.

