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POLITICA | Rossi e Valle annunciano una mozione
TORINO – A quattro anni dall’approvazione della legge regionale sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, la presa in carico dei pazienti in Piemonte continua a fare i conti con carenza di risorse, personale precario e profonde differenze territoriali.
A lanciare l’allarme sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Domenico Rossi e Daniele Valle: «Senza risorse strutturali regionali la Legge Regionale 10/2022 sui Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) rischia di restare un manifesto incompiuto. Ma così si vanificano gli sforzi degli operatori».
I dati emersi dagli Stati Generali promossi da Motore Sanità mostrano che, nelle realtà dove sono stati effettuati investimenti, le liste d’attesa sono scese da otto mesi a circa quaranta giorni. Il sistema continuerebbe però a dipendere dai contratti precari finanziati attraverso fondi straordinari ministeriali.
«La legge del 2022 ha avuto il merito di avviare il Tavolo Tecnico interdisciplinare e di promuovere il Codice Lilla nei Pronto Soccorso, ma senza risorse strutturali regionali rischia di restare un manifesto incompiuto. Non si possono curare patologie complesse come anoressia, bulimia e binge eating tramite contratti a termine di pochi mesi. Se scadono i contratti di psicologi, dietisti e psichiatri, si interrompono percorsi terapeutici salvavita che durano anni, abbandonando centinaia di famiglie», sottolineano i consiglieri.
Il problema del personale si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà della sanità piemontese. Rossi e Valle erano già intervenuti sui contratti sanitari non rinnovati e sulle conseguenze della precarietà per la continuità dei servizi.
Secondo il report, il livello intermedio di assistenza, che comprende day hospital terapeutici e pasti assistiti, sarebbe presente soltanto a Biella e Torino. Questa carenza favorirebbe ricoveri ospedalieri impropri oppure percorsi ambulatoriali insufficienti. Nel Verbano-Cusio-Ossola non esisterebbe invece una dietologia dedicata, costringendo alcune famiglie a percorrere oltre cento chilometri per raggiungere i centri specializzati.
In tutto il Piemonte sarebbero inoltre disponibili appena sette posti letto per adulti destinati alle emergenze più complesse. Anche nel Vercellese il fenomeno ha dimensioni rilevanti: nel marzo scorso l’Asl di Vercelli seguiva 60 pazienti affetti da disturbi alimentari.
«Alla luce di questi dati – concludono Rossi e Valle – presenteremo una mozione e una richiesta di chiarimenti immediati in Consiglio Regionale: la Giunta stanzi risorse proprie a bilancio per stabilizzare il personale dei Team DNA, attui pienamente la L.R. 10/2022 e garantisca in ogni quadrante sanitario i posti letto necessari e almeno un day hospital con pasti assistiti. Curarsi in Piemonte non può essere una lotteria legata al codice di avviamento postale».
A.B.

