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L’operazione condotta dai carabinieri di Vercelli
VERCELLI – Si è conclusa con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di undici persone una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vercelli. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di furto aggravato continuato, ricettazione, riciclaggio, impiego di beni o utilità di provenienza illecita, incauto acquisto e abbandono incontrollato di rifiuti.
L’indagine ha preso avvio grazie alla stretta collaborazione tra i diversi assetti investigativi e operativi del Comando Provinciale dei Carabinieri di Vercelli. Attraverso un costante monitoraggio dei movimenti dei sospettati, gli investigatori sono riusciti a ricostruire un presunto sistema illecito legato al furto e alla successiva commercializzazione di macchinari agricoli di elevato valore.
LA SVOLTA NELLE INDAGINI
La svolta è arrivata il 2 febbraio scorso, quando i militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Vercelli, con il supporto del Nucleo Investigativo, hanno intercettato i presunti responsabili subito dopo il furto di una livella agricola sottratta all’alba da un’azienda vercellese specializzata nella produzione di macchinari per il settore agricolo. L’operazione ha portato all’arresto del presunto autore principale del furto.
Le immediate attività investigative successive hanno consentito di individuare a Morano sul Po un deposito utilizzato come base logistica per lo stoccaggio della refurtiva. All’interno della struttura i Carabinieri hanno recuperato ulteriori componenti e macchinari pesanti sottratti nelle settimane precedenti alla stessa azienda, per un valore inizialmente stimato in oltre 100mila euro, restituendoli al legittimo proprietario.
L’inchiesta è poi proseguita con approfonditi accertamenti che hanno interessato numerosi comuni tra le province di Vercelli, Alessandria e Pavia, tra cui Morano sul Po, Casale Monferrato, Tronzano Vercellese, Olcenengo, Santhià, Trino, Villata, Rive Vercellese e Garlasco.
DANNO DI QUASI DUE MILIONI DI EURO
Secondo quanto emerso dagli investigatori, i macchinari rubati sarebbero stati immessi in un articolato circuito di ricettazione e riciclaggio. I beni, una volta sottratti all’azienda produttrice, venivano infatti rivenduti a terzi attraverso modalità che, secondo l’accusa, avrebbero reso evidente la loro provenienza illecita.
Al termine delle indagini, la Procura ha quantificato in circa due milioni di euro il danno economico complessivamente subito dall’azienda vercellese, individuata come parte offesa nel procedimento. Una cifra che evidenzia la portata del presunto traffico illecito e le pesanti ripercussioni economiche per l’impresa coinvolta.
Come previsto dalla normativa vigente, si ricorda che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che tutti gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità da parte dell’autorità giudiziaria con sentenza irrevocabile.

