40 anni fa l'ultimo scudetto dell'Amatori (foto archivio La Voce Vercellese)
Il 23 giugno 1986 arrivava il terzo scudetto

VERCELLI – Ci sono serate che non appartengono soltanto alla storia di una squadra, ma diventano patrimonio di un’intera città. Una di queste è senza dubbio quella dei martedì 24 giugno 1986, quando l’Amatori Vercelli conquistò il terzo scudetto della sua storia, travolgendo il Bassano per 8-4 davanti a un Pala Pregnolato gremito in ogni ordine di posto.
Sono passati quarant’anni da quella notte che consegnò definitivamente alla leggenda una delle squadre più forti mai viste sulla pista vercellese. Un successo che aveva un sapore speciale: dopo i primi due titoli italiani, quello conquistato contro il Bassano fu infatti il primo ( efinora unico) festeggiato davanti al pubblico di casa, in una città che da settimane sognava il tricolore.
L’attesa era enorme. Già nel tardo pomeriggio il palazzetto era sold out, con migliaia di tifosi pronti a spingere i gialloverdi verso il titolo. Non mancarono tensioni e polemiche alla vigilia, ma una volta scesi in pista gli uomini allenati da Alfredo Tarchetti trasformarono la pressione in una prestazione praticamente perfetta.
Pur priva di uno dei suoi uomini simbolo, Pino Marzella, la formazione vercellese mostrò tutta la propria forza. Bastarono pochi minuti per indirizzare la partita: Fietta sbloccò il risultato, poi Trussel raddoppiò e ancora Fietta fece esplodere il palazzetto per il 3-0. Il Bassano, che sperava di riaprire la serie e rinviare il verdetto, si trovò subito travolto dall’intensità e dalla qualità dell’Amatori.

Prima dell’intervallo arrivarono anche il secondo gol di Trussel e la rete di Johnny Raglin, entrato dalla panchina e immediatamente protagonista. Al riposo il tabellone segnava un eloquente 5-0 che lasciava ormai pochi dubbi sull’esito della sfida.
Nella ripresa i gialloverdi continuarono a dominare. Raglin firmò altre due reti, completando una splendida tripletta personale; Roberto Crudeli trovò il meritato gol e il pubblico iniziò a intonare con largo anticipo il coro che sarebbe rimasto nella memoria collettiva: “Abbiamo vinto il tricolor”.
Il Bassano riuscì a rendere meno pesante il passivo soltanto nel finale, quando il risultato era ormai deciso. Le reti di Milani e Nunes servirono solo a fissare il punteggio sull’8-4 conclusivo.

Al termine della partita esplose la festa. I giocatori vennero portati in trionfo dai tifosi mentre il presidente della Lega, Ezio Redaelli, consegnava il trofeo ai nuovi campioni d’Italia. Un’immagine rimasta impressa negli occhi di un’intera generazione di appassionati.
Quel successo portava la firma di tanti protagonisti: dall’allenatore Alfredo Tarchetti, artefice di una squadra straordinaria, ai dirigenti guidati dal presidente Giuseppe Domenicale e dal direttore sportivo Gianni Torazzo, che avevano costruito un organico all’altezza delle ambizioni tricolori. In pista brillavano i nomi di Coppola, Trussel, Crudeli, Barsi, Fietta, Raglin, Orso, De Angelis e Francazio, protagonisti di una stagione memorabile. Senza dimenticare quello che allora veniva definito il “Maradona dell’hockey a rotelle, Pino Marzella, autore pochi giorni prima di una rete (quella all’ultimo secondo nella quinta partita di semifinale contro il Novara) che è entrata di diritto nella leggenda dello sport vercellese.

Quarant’anni dopo, quel tricolore continua a rappresentare una delle pagine più belle dello sport vercellese. Una notte di gioia collettiva, una vittoria costruita con talento, programmazione e passione, che ancora oggi viene ricordata come uno dei momenti più alti della storia dell’Amatori Vercelli.
Per chi c’era, il ricordo è ancora vivido. Per chi non l’ha vissuta, resta una delle imprese che hanno contribuito a rendere grande il nome di Vercelli nello sport italiano. Una notte di giugno, un palazzetto in festa e un sogno colorato di gialloverde diventato realtà.

