La casa circondariale di Vercelli
Il Garante comunale denuncia una situazione ormai insostenibile nella casa circondariale vercellese
VERCELLI – Le temperature record che stanno interessando il Piemonte stanno aggravando una situazione già estremamente critica all’interno della Casa Circondariale di Vercelli, dove il caldo soffocante si somma al grave sovraffollamento e alle condizioni strutturali dell’istituto.
A lanciare un nuovo appello è il Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale della Città di Vercelli, Pietro Luca Oddo, che richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di adottare con urgenza misure straordinarie per tutelare la salute e la dignità sia delle persone detenute sia del personale penitenziario.
A VERCELLI IL SOVRAFFOLAMENTO SFIORA LIVELLI RECORD
La situazione della struttura vercellese viene indicata come una delle più preoccupanti della regione. Secondo i dati ufficiali aggiornati al 26 giugno, il tasso di sovraffollamento ha raggiunto il 168%, mentre in alcune semisezioni si avvicina addirittura al 200%, con celle progettate per una sola persona occupate stabilmente da due detenuti. Una condizione che rende ancora più pesanti gli effetti dell’ondata di calore.
CELLE OLTRE I 35 GRADI
Le temperature all’interno delle celle, soprattutto tra il terzo e il quinto piano, possono infatti raggiungere e superare i 35 gradi per molte ore della giornata. Gli edifici, costruiti prevalentemente in cemento, acciaio e asfalto, trattengono il calore anche durante la notte, rendendo quasi impossibile il riposo. Particolarmente critica la situazione dei detenuti anziani e di coloro che soffrono di patologie cardiovascolari, respiratorie o di altri problemi di salute, per i quali il caldo rappresenta un concreto fattore di rischio.
PASSEGGI DIVENTATI “VASCHE DI CEMENTO”
Nemmeno i momenti trascorsi all’aria aperta riescono ad alleviare il disagio. Le aree passeggio della struttura vengono descritte come vere e proprie “vasche di cemento armato”, con pochissimo ombreggiamento e quasi totale assenza di ventilazione naturale. Molti detenuti vi rimangono solo pochi minuti prima di rientrare nelle sezioni, rinunciando di fatto all’unico momento quotidiano fuori dalla cella.
LA PROTESTA SPONTANEA DEI DETENUTI
Nei giorni scorsi il malcontento si è tradotto anche in una protesta spontanea. Alcuni detenuti hanno dato vita a una “battitura”, colpendo le inferriate delle celle con le gavette per richiamare l’attenzione sulle condizioni di vita all’interno dell’istituto.
SEZIONI DEGRADATE E CELLE INAGIBILI
Oltre al caldo e al sovraffollamento, il Garante evidenzia le gravi criticità strutturali. Le sezioni del terzo e quarto piano, che ospitano complessivamente circa 120 detenuti, vengono definite in condizioni “indecorose”. Diverse celle risultano inagibili e quelle ancora utilizzabili costringono le persone recluse a vivere in spazi ritenuti non compatibili con il rispetto della dignità umana.
DISAGI ANCHE PER IL PERSONALE
Le difficoltà non riguardano esclusivamente la popolazione detenuta. Anche gli agenti della Polizia Penitenziaria, i funzionari giuridico-pedagogici, gli operatori sanitari e tutto il personale sono costretti a lavorare per molte ore in ambienti caratterizzati da temperature elevate e condizioni estremamente pesanti, con inevitabili ripercussioni sulla salute, sulla sicurezza e sull’organizzazione del servizio.
LE RICHIESTE DEL GARANTE
Nel documento sottoscritto dai Garanti territoriali piemontesi viene ribadita la necessità di interventi immediati.
Tra le richieste figurano:
- ampliamento degli orari di accesso alle docce;
- disponibilità continua di acqua potabile fresca;
- maggiore facilità nell’utilizzo dei ventilatori;
- rimodulazione delle attività e dell’accesso ai passeggi durante le ore meno calde;
- particolare attenzione sanitaria ai detenuti più fragili;
- incremento, ove possibile, del tempo trascorso fuori dalla cella.
I Garanti chiedono inoltre il coinvolgimento delle Aziende sanitarie locali e delle autorità competenti affinché vengano effettuate verifiche sulle condizioni degli istituti penitenziari piemontesi.
«L’ESTATE É DIVENTATA UNA SECONDA PENA»
L’allarme si inserisce in un quadro regionale già fortemente compromesso, con un sovraffollamento medio delle carceri piemontesi attorno al 120% della capienza regolamentare.
Nei giorni scorsi anche il portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, aveva definito questa estate “una seconda pena”, sottolineando come le ondate di calore stiano trasformando molti istituti italiani in ambienti insostenibili.
Per il Garante comunale di Vercelli il rispetto dell’articolo 27 della Costituzione impone che la pena venga eseguita nel pieno rispetto della dignità della persona e che siano garantite condizioni di vita e di lavoro sicure anche durante i mesi estivi.

