Monica Canalis (PD)
REGIONE | I dati emersi dagli accessi agli atti
TORINO – Le risorse destinate alle cure palliative in Piemonte e il numero delle prestazioni erogate restano insufficienti rispetto al fabbisogno della popolazione. A sostenerlo è Monica Canalis, consigliera regionale del Partito Democratico, sulla base dei dati ottenuti attraverso alcuni accessi agli atti.
SPESE TROPPO CONTENUTE
Nel 2018 la Regione avrebbe speso 19 milioni e 601mila euro per le cure palliative ambulatoriali, domiciliari e negli hospice. Nel 2023 la cifra è salita a 22 milioni e 422mila euro, mentre nel biennio più recente la spesa complessiva indicata è di 45 milioni e 757mila euro, mantenendosi quindi su livelli sostanzialmente analoghi.
Secondo Canalis, si tratta di somme troppo contenute per una regione caratterizzata da un’elevata presenza di popolazione anziana e nella quale un ruolo significativo, anche dal punto di vista finanziario, viene svolto dagli enti del Terzo settore, tra cui Faro e Cottolengo.
La consigliera ricorda inoltre che le cure palliative non riguardano soltanto il fine vita. Il loro obiettivo è garantire la migliore qualità di vita possibile ai malati e alle loro famiglie, attraverso il controllo del dolore e degli altri sintomi e prestando attenzione anche agli aspetti psicologici, sociali e spirituali.
Si tratta di percorsi fondati sui principi di proporzionalità e appropriatezza, senza esclusioni preventive legate all’età o alla patologia e con l’obiettivo di assicurare assistenza fino alla fine, evitando trattamenti sproporzionati.
Canalis richiama anche la sentenza 135 del 2024 della Corte costituzionale, che ha sottolineato la necessità di assicurare ai pazienti un accesso effettivo alle cure palliative, affinché dolore e sofferenza fisica e psicologica possano essere adeguatamente controllati nel rispetto della dignità della persona.
«Percorsi limitati a pochi giorni non possono offrire una risposta adeguata alla disperazione del malato e non garantiscono un esercizio realmente libero dell’autodeterminazione», osserva la consigliera.
PRESTAZIONI IN CRESCITA MA IL BISOGNO RESTA SCOPERTO
Nel 2025 in Piemonte sarebbero state erogate 36.870 prestazioni di cure palliative, contro le 32.969 del 2023 e le circa 24.341 del 2018.
La crescita, secondo Canalis, non sarebbe comunque sufficiente rispetto al numero dei potenziali beneficiari. La stima riportata è che circa la metà degli aventi diritto non riesca ancora ad accedere ai servizi necessari.
Gli standard prevedono un’Unità di Cure palliative domiciliari ogni 100mila abitanti e tra otto e dieci posti letto negli hospice per lo stesso bacino di popolazione.
Sul versante delle strutture residenziali, il Piemonte dispone di 257 posti letto negli hospice, superando il livello essenziale fissato a 251. Le principali criticità riguarderebbero invece l’assistenza domiciliare, quella ambulatoriale e la presa in carico nelle strutture ospedaliere.
«L’hospice non esaurisce il bisogno – sottolinea Canalis –. Le cure palliative domiciliari e ambulatoriali e la rete regionale della terapia del dolore sono altrettanto importanti».
EMENDAMENTO AL BILANCIO E TARIFFE DA AGGIORNARE
La consigliera regionale annuncia la presentazione di un emendamento alla prossima variazione del bilancio del Piemonte, con l’obiettivo di vincolare maggiormente la quota del fondo sanitario destinata dalle Asl alle cure palliative.
Tra le ipotesi avanzate c’è anche l’inserimento del potenziamento di questi servizi tra gli obiettivi assegnati ai direttori delle aziende sanitarie.
Canalis depositerà inoltre un ordine del giorno per chiedere l’aggiornamento delle tariffe degli hospice, che sarebbero ferme da 25 anni.
Il quarto posto raggiunto dal Piemonte nella classifica ministeriale sui Livelli essenziali di assistenza del 2024 viene considerato un risultato positivo, ma non sufficiente a nascondere le difficoltà presenti nel settore.
«Anche le cure palliative rientrano nei Lea e i numeri ci dicono che in questo ambito il Piemonte sta ancora zoppicando», afferma Canalis.
La consigliera conclude chiedendo alla Giunta regionale di rafforzare la rete e di non trasferire sul volontariato e sugli enti del Terzo settore responsabilità che spettano al servizio sanitario pubblico.
«La carenza di cure palliative rappresenta una grave violazione dei diritti dei malati, non soltanto di quelli terminali. L’assistenza deve essere estesa a tutti gli aventi diritto e le tariffe degli hospice devono essere aggiornate».

