Daniele Pane, sindaco di Trino
TRINO | Il primo cittadino accusa politica e informazione di semplificazioni e strumentalizzazioni
TRINO – «Non sono fascista, non lo sono mai stato e non lo sarò mai». Il sindaco di Trino Daniele Pane, esponente di Fratelli d’Italia, torna sulla bufera politica scoppiata dopo gli episodi avvenuti durante la festa patronale di San Bartolomeo e passa al contrattacco.
La vicenda è esplosa dopo la denuncia del Partito Democratico di Trino. Il primo episodio contestato risale a sabato 22 agosto, quando nell’area dell’autoscontro del Luna Park in piazza Garibaldi sarebbe stata diffusa una canzone con riferimenti al Duce, accompagnata da presunti saluti fascisti tra alcuni giovani. Il secondo è avvenuto lunedì 24 agosto durante lo spettacolo di DJ Matrix in piazza Comazzi, con cori contro i comunisti.
Pane aveva già replicato distinguendo nettamente i due episodi: il primo, secondo il sindaco, avrebbe dovuto essere eventualmente sottoposto alle autorità competenti; il secondo sarebbe invece rientrato nella libertà di espressione e nella satira. La sua prima presa di posizione aveva però alimentato ulteriormente lo scontro.
Sono quindi intervenuti il segretario regionale del Partito Democratico Domenico Rossi, che ha accusato Pane di voltarsi dall’altra parte, e la segretaria provinciale Mariella Moccia, secondo la quale minimizzare determinati gesti rischierebbe di normalizzare il fascismo. Anche il Comitato provinciale ANPI di Vercelli ha espresso forte preoccupazione, annunciando verifiche e la possibile trasmissione degli elementi raccolti alle autorità competenti.
Ora il sindaco interviene nuovamente, condannando quanto sarebbe avvenuto al Luna Park ma respingendo qualsiasi responsabilità politica dell’Amministrazione. Pane rivendica inoltre il protocollo sottoscritto dal Comune con ANPI e ISTORBIVE e invita tutte le forze politiche a confrontarsi sui fatti.
LA DICHIARAZIONE INTEGRALE DI DANIELE PANE
Per l’ennesima volta mi trovo costretto a intervenire su una rappresentazione della mia persona che non corrisponde alla realtà.
Voglio dirlo con chiarezza, ma anche con la serenità che credo debba accompagnare sempre il confronto politico e istituzionale: non sono fascista, non lo sono mai stato e non lo sarò mai.
Sono un uomo di destra, di una destra liberale, democratica e profondamente antifascista. Respingo ogni forma di dittatura e mi riconosco pienamente nei valori della Costituzione, della libertà, della democrazia e delle istituzioni repubblicane.
Proprio per questo mi dispiace che, ancora una volta, alcuni comunicati politici e alcune ricostruzioni giornalistiche abbiano finito per collegare alla mia persona e alla mia Amministrazione episodi che meritano certamente attenzione e condanna, ma che devono essere valutati per ciò che realmente sono.
Il confronto politico è legittimo, anche quando è duro. Ma credo che tutti abbiamo la responsabilità di evitare semplificazioni e strumentalizzazioni, soprattutto quando si affrontano temi delicati come il fascismo, l’antifascismo e i valori democratici.
Partiamo dai fatti.
Quanto accaduto al Luna Park in Piazza Garibaldi è un episodio che considero sbagliato e deprecabile. Da quanto risulta, ha coinvolto un piccolo gruppo di giovanissimi, ragazzi di 14 o 15 anni, dei quali non è neppure certo il legame con la nostra città.
È giusto stigmatizzare determinati comportamenti. È invece difficile comprendere come da un gesto compiuto da alcuni adolescenti si possa far discendere una responsabilità politica del Sindaco o dell’Amministrazione comunale.
Sono due piani diversi, che credo sia nell’interesse di tutti mantenere distinti.
Lo stesso vale per quanto accaduto in Piazza Comazzi durante lo spettacolo di DJ Matrix.
Un artista porta sul palco il proprio repertorio, la propria ironia, la propria cifra espressiva. Negli anni Trino ha ospitato artisti, comici e personaggi pubblici dalle sensibilità politiche più diverse, alcuni dei quali hanno espresso posizioni molto nette o ironizzato apertamente su governi e leader politici di ogni orientamento.
Credo che sia giusto continuare ad avere la stessa misura per tutti.
Una canzone scritta anni fa su Silvio Berlusconi non può diventare automaticamente il metro con cui giudicare oggi un artista, né tantomeno l’Amministrazione comunale che ne ospita uno spettacolo.
C’è poi un fatto concreto che tengo particolarmente a sottolineare, perché racconta molto meglio di tante polemiche quale sia la posizione di questa Amministrazione.
Il Comune di Trino è l’unico Comune della provincia di Vercelli ad avere avviato, già lo scorso anno, un protocollo d’intesa con ANPI e ISTORBIVE, accompagnato da un significativo contributo annuale, per sostenere iniziative, attività e pubblicazioni dedicate alla cultura democratica, alla memoria storica e alla trasmissione di questi valori alle nuove generazioni, a partire dalle scuole.
Sono atti amministrativi concreti. E credo che gli atti, soprattutto quando si amministra una comunità, abbiano un peso maggiore delle etichette.
Continuerò quindi a essere ciò che sono e ciò che sono sempre stato: un uomo di destra, liberale e antifascista, che amministra Trino nel rispetto della Costituzione, delle istituzioni e di tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro idee politiche.
Vorrei però rivolgere a tutte le forze politiche un invito.
Torniamo al merito delle questioni. Confrontiamoci anche duramente quando serve, critichiamoci, discutiamo sulle scelte amministrative e sulle diverse visioni della città. È il sale della democrazia.
Evitiamo però di trasformare ogni singolo episodio in una prova di appartenenza ideologica o in un processo alle intenzioni.
Su temi così importanti servono serietà, misura e rispetto reciproco.
Io sono pronto al confronto, sempre. Ma vorrei che fosse un confronto sui fatti.
Perché è dai fatti, molto più che dalle polemiche, che una comunità dovrebbe partire per giudicare chi la amministra.
A.B.

