Il sindaco di Trino Daniele Pane
POLITICA | La replica del sindaco dopo la denuncia del Partito Democratico
TRINO – Il sindaco di Trino Daniele Pane rompe il silenzio sulla bufera scoppiata dopo gli episodi denunciati dal circolo locale del Partito Democratico, accaduti durante la festa patronale di San Bartolomeo.
Le contestazioni riguardano la diffusione di una canzone con riferimenti al Duce e presunti saluti fascisti nell’area dell’autoscontro, oltre ai cori contro i comunisti durante lo spettacolo di Dj Matrix in piazza Comazzi.
Pane respinge una lettura unitaria dei fatti e traccia una distinzione netta: nel primo caso, se qualcuno ritiene che sia stato commesso un illecito, deve rivolgersi alle forze dell’ordine; nel secondo, secondo il sindaco, si rientra invece nell’ambito della satira e della libertà di espressione.
Questa la dichiarazione integrale del primo cittadino:
Sui due episodi farei una distinzione molto netta.
Sul primo episodio, quello relativo alla canzone e ai presunti richiami al fascismo, se qualcuno ha ritenuto di assistere a comportamenti o espressioni che configurassero un illecito, avrebbe dovuto rivolgersi alle Forze dell’Ordine, che sono le autorità competenti per verificare quanto accaduto e assumere eventuali provvedimenti. Non credo sia compito del Sindaco sostituirsi alle autorità competenti, soprattutto sulla base di episodi dei quali non sono stato diretto testimone.
Completamente diverso è il secondo episodio, quello relativo al DJ. Negli anni, durante la Festa Patronale di Trino, sono intervenuti tantissimi artisti, ognuno con le proprie idee, le proprie sensibilità e, naturalmente, anche il proprio credo politico. Soprattutto quando si è trattato di comici e spettacoli di satira, è capitato più volte che il bersaglio fosse l’attuale Governo o chi in quel momento ricopriva incarichi istituzionali. Ed è giusto che sia così: la satira e la libertà di espressione fanno parte della nostra democrazia.
Non possiamo pensare che la libertà di espressione sia valida soltanto quando vengono espresse opinioni che condividiamo. Vale a destra come a sinistra. Se accettiamo la satira quando colpisce qualcuno che non ci piace politicamente, dobbiamo accettarla anche quando colpisce qualcuno con cui invece siamo d’accordo.
Non si possono avere due pesi e due misure.
Per questo non intendo alimentare una polemica politica sulla Festa Patronale. I due episodi sono distinti e vanno tenuti distinti. Nel primo caso, se qualcuno riteneva fosse stato commesso un illecito, c’erano e ci sono le autorità competenti a cui rivolgersi. Nel secondo, parliamo di libertà di espressione e di satira, che devono essere tutelate indipendentemente dal colore politico di chi parla o di chi viene preso di mira.
La Festa Patronale deve rimanere una festa di tutta la comunità e non diventare, a posteriori, un terreno di scontro politico.
A.B.

