Il fiume Sesia, a Vercelli, a fine luglio
TERRITORIO | L’opposizione: «Senza risorse rischia di essere solo un annuncio»
TORINO – Il Piemonte si prepara a dichiarare lo stato di emergenza regionale per la crisi idrica, applicando per la prima volta la legge approvata nel giugno scorso per intervenire più rapidamente nelle situazioni di particolare gravità.
La procedura sarà all’ordine del giorno della Giunta di lunedì 3 agosto. La decisione è emersa durante il Tavolo siccità convocato dall’assessore Matteo Marnati, al quale hanno partecipato enti locali, Arpa Piemonte, gestori del servizio idrico, associazioni agricole e strutture di Protezione civile.
«Alla luce dell’aggravarsi delle condizioni meteo-climatiche e dei dati tecnici emersi durante la riunione di oggi, la Regione ha avviato le procedure per l’attivazione dello stato di emergenza regionale», hanno dichiarato il presidente Alberto Cirio e gli assessori Matteo Marnati, Marco Gabusi e Paolo Bongioanni.
Il Tavolo resterà convocato permanentemente per seguire l’evoluzione della situazione e valutare ulteriori interventi.
OLTRE 70 LOCALITÁ RIFORNITE CON AUTOBOTTI
Il quadro è particolarmente critico. Più di 70 Comuni e frazioni sono attualmente serviti dalle autobotti. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 581 viaggi, per una spesa superiore ai 400.000 euro. Altri 106 Comuni hanno emanato ordinanze o avvisi per limitare il consumo di acqua potabile.
Secondo Arpa Piemonte, luglio è stato tra i mesi più secchi degli ultimi settant’anni. Negli ultimi tre mesi il deficit delle precipitazioni ha raggiunto il 55%, mentre fiumi, falde e bacini si trovano ai minimi stagionali.
Lo stato di emergenza consentirà al presidente della Regione di emanare ordinanze per interventi urgenti e misure straordinarie, anche sul fronte degli incendi boschivi.
AGRICOLTURA SOTTO PRESSIONE
La siccità sta colpendo anche il comparto agricolo. Mais e soia sono nella fase conclusiva della produzione, mentre il riso è nel pieno della fioritura, uno dei momenti di maggiore fabbisogno idrico.
Il Tavolo regionale continuerà a raccogliere dati in tempo reale, anche per valutare eventuali interventi economici attraverso il fondo regionale di Protezione civile.
IL PD: “SERVONO RISORSE VERE”
I consiglieri regionali del Partito Democratico Mauro Calderoni, Fabio Isnardi e Domenico Ravetti chiedono però che alla dichiarazione seguano immediatamente stanziamenti concreti.

«La Regione dichiara lo stato di emergenza per la crisi idrica, ma senza stanziamenti immediati rischia di essere solo un titolo di giornale», affermano.
Gli esponenti dem chiedono di inserire nell’assestamento al Bilancio risorse destinate a Comuni, consorzi irrigui e aziende agricole, oltre alla convocazione urgente delle Ato piemontesi per verificare lo stato dei progetti idrici finanziati con il Pnrr.
«La crisi idrica non si affronta solo con le autobotti: servono investimenti sulla rete, sulle perdite, sugli invasi e sulla gestione integrata della risorsa. Il Piemonte non può permettersi di rincorrere la crisi: deve finalmente iniziare a governarla».
A.B.

