Giuseppe "Pippo" Marchioro (foto a sinistra "Il grande album della Pro Vercelli)
CALCIO | Aveva 90 anni e da allenatore scrisse pagine storiche con il Cesena
VERCELLI – Il mondo del calcio piange Giuseppe “Pippo” Marchioro, morto oggi, giovedì 6 agosto, all’età di 90 anni. Si è spento a Cesena, città nella quale viveva da diversi anni e alla quale era rimasto profondamente legato dopo le imprese compiute sulla panchina bianconera.
Un lutto che tocca da vicino anche Vercelli. Prima di diventare uno degli allenatori più conosciuti e apprezzati del calcio italiano, Marchioro aveva infatti indossato per tre stagioni la maglia della Pro Vercelli.
Mezz’ala sinistra dotata di tecnica e capacità realizzative, arrivò a Vercelli nel 1959 e vi rimase fino al 1962. Disputò con le Bianche Casacche tre campionati consecutivi di Serie C, collezionando complessivamente 83 presenze e realizzando 19 reti.
Marchioro riuscì così a lasciare una traccia importante nella storia della società. Non a caso, nella Hall of Fame ufficiale della Pro Vercelli, il suo nome è stato scelto come rappresentante della stagione 1960-1961.
LA CARRIERA DA GIOCATORE
Nato a Milano il 13 marzo 1936, era cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Milan. Prima dell’arrivo a Vercelli aveva vestito anche le maglie di Lecco, Parma e Pro Patria. Dopo l’esperienza con la Pro proseguì la propria carriera tra Varese, Catanzaro e Legnano, giocando prevalentemente nei campionati di Serie B e Serie C.
Uno dei momenti più significativi della sua esperienza da calciatore arrivò con il Catanzaro. Nel 1966 la formazione calabrese, allora militante in Serie B, raggiunse la finale di Coppa Italia contro la Fiorentina. Marchioro realizzò la rete dei giallorossi nella partita poi vinta dai viola per 2-1 dopo i tempi supplementari.
E QUELLA DA ALLENATORE
Terminata la carriera sul campo, costruì però la parte più celebre della propria storia calcistica in panchina. Dopo le prime esperienze da collaboratore di Nils Liedholm e Luigi Radice al Monza, iniziò ad allenare il Verbania e successivamente guidò l’Alessandria alla conquista della prima Coppa Italia Semiprofessionisti.
Il primo grande salto arrivò con il Como, condotto in Serie A nel 1975. Quella promozione gli aprì le porte del Cesena, con il quale realizzò una delle imprese più sorprendenti del calcio italiano degli anni Settanta: nella stagione 1975-1976 portò i romagnoli al sesto posto in Serie A e alla qualificazione in Coppa Uefa. Il Cesena lo ha ricordato come un tecnico innovatore e come uno degli allenatori più amati dalla comunità bianconera.
Quel risultato gli valse la chiamata del Milan. L’esperienza sulla panchina rossonera fu breve, ma Marchioro continuò a distinguersi soprattutto alla guida delle cosiddette provinciali, diventando uno specialista delle promozioni.
Riportò il Como dalla Serie C1 alla massima categoria attraverso due salti consecutivi; condusse il Barletta alla sua prima promozione in Serie B e legò indissolubilmente il proprio nome alla Reggiana. Prese la squadra emiliana in Serie C1 nel 1988, la accompagnò fino alla prima storica promozione in Serie A nel 1993 e, nella stagione successiva, conquistò la salvezza nel massimo campionato.
Dietro il celebre allenatore, ricordato per le intuizioni tattiche e per la capacità di valorizzare squadre lontane dai grandi riflettori, c’era anche il calciatore che per tre anni aveva corso, costruito gioco e segnato con la maglia bianca della Pro Vercelli.
I funerali saranno celebrati sabato 8 agosto, alle 10, nella chiesa della Madonna delle Rose, a Cesena.
A.B.

