L'assessore Riboldi respinge le accuse di "tagli" al personale
POLITICA | La ricognizione sul personale servirà a programmare il Servizio sanitario e il post-PNRR
VERCELLI – Dal 2019 il personale del Servizio sanitario regionale piemontese è aumentato di oltre 4.000 unità, mentre nel primo semestre del 2026 la relativa spesa è cresciuta di circa 90 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2025. Sono i dati con cui la Regione Piemonte respinge l’ipotesi di un disinvestimento sulle risorse umane o di un depotenziamento degli ospedali.
«Nessuna contrapposizione tra ospedale e territorio», afferma l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi. Secondo la Regione, il DM 70 sulla rete ospedaliera e il DM 77 sull’assistenza territoriale disciplinano due componenti dello stesso sistema, chiamate a operare in modo integrato.
La ricognizione avviata sugli organici non sarebbe quindi finalizzata a “dirottare risorse dagli ospedali alle Case di Comunità”, come sostenuto dal consigliere Daniele Valle, ma a verificare la distribuzione delle professionalità e gli effettivi fabbisogni delle Aziende sanitarie.
La Regione chiarisce anche il contenuto della nota del 3 luglio: «La nota del 3 luglio non disponeva una sospensione delle assunzioni “per dieci giorni”». Quel termine era stato assegnato ai direttori generali per trasmettere le relazioni richieste.
La comunicazione del 7 agosto ha invece disposto un supplemento di istruttoria per completare il quadro sulla distribuzione del personale, sulle attività svolte, sulle riallocazioni già effettuate e sull’avanzamento della riorganizzazione delle reti ospedaliera e territoriale.
«Non si tratta quindi della proroga di un termine di sospensione delle assunzioni, ma del completamento di un’istruttoria necessaria a programmare correttamente il personale del Servizio sanitario regionale», aggiunge Riboldi.
La verifica servirà anche a rendere operative e sostenibili Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali operative territoriali dopo la conclusione degli investimenti del PNRR.
«La vera sfida non è scegliere tra ospedale e territorio, ma farli funzionare insieme e rendere sostenibile il Servizio sanitario piemontese anche dopo la conclusione del PNRR», conclude l’assessore.
A.B.

