Una immagine dell'edizione 2025 di Risò (foto La Voce Vercellese)
ATTUALITÁ | Gli stalli sono distribuiti nelle aree vicine al centro storico
VERCELLI – Circa mille posti auto gratuiti, tutti situati a una distanza massima di dieci minuti a piedi dal centro storico e dalle principali aree della manifestazione. Vercelli si prepara ad accogliere cittadini, turisti, operatori e visitatori in occasione della seconda edizione di Risò – Festival Internazionale del Riso, in programma da venerdì 11 a domenica 13 settembre.
La disponibilità di parcheggi rappresenta uno dei punti centrali del piano predisposto per rendere più facilmente accessibile il centro cittadino durante i tre giorni del Festival. I visitatori potranno lasciare gratuitamente l’automobile e raggiungere in pochi minuti a piedi il cuore degli eventi.
Le principali possibilità di sosta gratuita sono distribuite tra via Birago, corso Fiume, piazza Cesare Battisti, via Derna, parco Camana, piazza Mazzini, piazza Pajetta ed ex Caserma Garrone, in via Gioberti.
A queste aree si aggiungeranno due parcheggi interni al complesso universitario San Giuseppe, messi temporaneamente a disposizione grazie alla collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”. Il primo sarà accessibile da via Gifflenga, il secondo da piazza Sant’Eusebio.
L’Ateneo ha confermato la disponibilità degli spazi in regime di utilizzo condiviso con personale, docenti e studenti universitari. Nelle giornate dell’11, 12 e 13 settembre è stato inoltre autorizzato il prolungamento dell’accessibilità alle due aree fino alle 21.
«Quando chiediamo a migliaia e migliaia di persone di venire a Vercelli, dobbiamo anche costruire le condizioni perché possano arrivare facilmente, parcheggiare e vivere la città – sottolinea il Sindaco, Roberto Scheda -. Risò deve essere la grande vetrina del nostro riso ma, allo stesso tempo, la dimostrazione della nostra capacità di accogliere».
Sulla disponibilità di posti auto interviene anche l’assessore comunale alla Viabilità, Paolo Campominosi: «Disporre di circa 1.000 parcheggi gratuiti a pochi minuti a piedi dal centro è una possibilità che poche città intorno a noi possono offrire. Il messaggio ai visitatori è semplice: venite a Vercelli! La città è pronta ad accogliervi».
Dopo le oltre 70mila presenze registrate nel Village durante la prima edizione, Risò punta a consolidare la propria dimensione nazionale e internazionale. La manifestazione porterà in città produttori, operatori della filiera, buyer, rappresentanti delle istituzioni, appassionati e visitatori. L’organizzazione della mobilità e della sosta diventa quindi parte integrante del sistema di accoglienza.
«Una manifestazione internazionale non si organizza solo costruendo un grande programma: bisogna pensare anche a come le persone arrivano, dove parcheggiano e come raggiungono gli eventi – prosegue Campominosi -. Su questo Vercelli può presentarsi con numeri competitivi. Circa 1.000 parcheggi gratuiti entro 10 minuti dal centro significano accessibilità reale. E questi 1.000 parcheggi gratis, voglio ricordarlo, sono a disposizione 365 giorni all’anno, un dato che smentisce definitivamente chi continua a sostenere: “A Vercelli non ci sono parcheggi”».
In occasione del Festival, ai mille stalli gratuiti già disponibili si aggiungeranno quindi quelli concessi dall’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, «che ringraziamo per la collaborazione importante e concreta» aggiunge Campominosi.
Chi preferirà utilizzare gli stalli a pagamento troverà una tariffa di 1,30 euro all’ora, indicata dall’Amministrazione come inferiore rispetto a quella applicata in diverse città piemontesi vicine.
Per consentire gli allestimenti e garantire lo svolgimento in sicurezza della manifestazione sono state predisposte anche alcune modifiche temporanee alla viabilità e alla sosta. L’offerta alternativa di parcheggi punta a contenere i disagi per residenti e visitatori durante tutte le fasi dell’evento.
Per organizzare la visita è inoltre possibile consultare le informazioni relative alla registrazione online e all’accesso prioritario agli eventi di Risò.
«Una città aperta, dunque, non soltanto negli eventi che propone, ma nel modo in cui permette di viverli», concludono Scheda e Campominosi.
A.B.

