Alessandro Caprioglio
POLITICA – Il consigliere comunale di Santhià: «La Valledora ha già dato»
SANTHIÀ – La recente decisione del Tar sul termovalorizzatore che A2A intende realizzare a Cavaglià riporta al centro del dibattito il futuro della Valledora. Alessandro Caprioglio, consigliere comunale di Santhià, conferma la propria contrarietà al progetto e chiede alla Regione Piemonte di assumere una posizione politica chiara.
«La mia posizione non cambia – dichiara Caprioglio –. Sono anni che sostengo, nelle sedi istituzionali e durante il percorso pubblico relativo al progetto, che la Valledora non sia il luogo adatto per ospitare un nuovo impianto di queste dimensioni e caratteristiche. La Valledora ha già dato».
IL PRONUNCIAMENTO DEL TAR
Secondo quanto riportato dalla stampa, il Tar ha annullato il provvedimento con il quale la Provincia di Biella aveva respinto il progetto, ritenendo che la competenza autorizzativa spettasse alla Regione Piemonte.
Per Caprioglio, la sentenza non deve però essere interpretata come un superamento delle criticità ambientali e territoriali evidenziate durante l’iter.
Il consigliere ricorda di aver formalizzato la propria posizione già nel maggio 2023, scrivendo al presidente Alberto Cirio e all’allora assessore regionale competente. Nella lettera indicava la Valledora come un territorio di eccellenza agricola, già interessato da discariche, impianti di trattamento, attività estrattive e siti da bonificare.
«Non possiamo valutare ogni nuovo progetto facendo finta che attorno non esista nulla – prosegue Caprioglio –. Il problema è il carico ambientale complessivo che questo territorio sopporta da decenni. Discariche, impianti di trattamento dei rifiuti, attività estrattive e siti in bonifica costituiscono una realtà che deve necessariamente pesare nella valutazione di qualsiasi nuova autorizzazione».
DALLE FALDE AL PATRIMONIO PAESAGGISTICO
Tra le questioni sollevate figurano la funzione della Valledora nella ricarica delle falde acquifere, la provenienza dei rifiuti, la gestione delle ceneri, l’utilizzo dell’energia termica prodotta e le possibili emissioni odorigene.
Caprioglio richiama inoltre la necessità di tutelare la Via Francigena, il Castello di Roppolo, l’Anfiteatro morenico di Ivrea, Santa Maria di Babilone, il Cammino di Oropa e gli altri percorsi turistici e naturalistici presenti nella zona.
«La mia non è mai stata una contrarietà ideologica alla termovalorizzazione. Ho sempre riconosciuto che il recupero energetico può rappresentare un’alternativa migliore rispetto al semplice conferimento in discarica. Il punto è un altro: non tutto può essere realizzato ovunque e la Valledora non può continuare a essere considerata il luogo nel quale concentrare nuovi impianti legati al ciclo dei rifiuti».
Il tema dell’impatto complessivo degli impianti è già emerso anche nel dibattito vercellese sul progetto di potenziamento del termovalorizzatore Alcoplast e sulla richiesta di massima cautela alla luce dei dati sanitari del territorio.
L’APPELLO ALLA REGIONE
Il nuovo quadro attribuisce un ruolo centrale alla Regione Piemonte, alla quale Caprioglio torna a chiedere un’assunzione di responsabilità.
«Se oggi la competenza è regionale, alla Regione chiediamo una scelta politica altrettanto chiara. Nel 2023 avevo già chiesto al Presidente Cirio e alla Giunta regionale di prendere una posizione decisa. Oggi quella richiesta assume ancora maggiore forza. Il nostro territorio non può essere considerato sacrificabile. Il mio NO al termovalorizzatore di Cavaglià resta fermo. Difendere la Valledora significa difendere Santhià e i Comuni circostanti, le nostre falde acquifere, l’agricoltura, il paesaggio e la qualità della vita delle generazioni future. La Valledora ha già dato. Ora la Regione Piemonte faccia la propria parte».
A.B.

