Altamura e Locarni
POLITICA – «Non è un restyling, è un cambio di vocazione»
VERCELLI – Futuro Nazionale interviene sul revamping del termovalorizzatore e sulle nuove linee produttive previste nello stabilimento Alcoplast di via Ettore Ara, progetto attualmente esaminato nell’ambito del Procedimento autorizzativo unico regionale.
«Le tematiche ambientali non hanno preclusioni politiche di sorta. L’aria a sud di Vercelli, la falda della pianura risicola e la distanza tra un impianto chimico e le case non sono di destra, di sinistra o di centro. Sono di tutti», afferma il coordinatore cittadino Michelino Altamura.
Secondo il movimento, l’investimento dichiarato di oltre 37 milioni di euro non elimina le criticità. Il progetto non si limiterebbe a sostituire l’attuale inceneritore, mantenendo la capacità di 28.400 tonnellate annue, ma amplierebbe la tipologia dei rifiuti liquidi trattati. Tra questi figurerebbero solventi, oli, pitture, rifiuti farmaceutici e da fitosanitari, conferibili anche dall’esterno.
È inoltre previsto un nuovo parco serbatoi su un’area oggi verde, in un sito dove la documentazione progettuale indica una falda compresa tra zero e tre metri dal piano di campagna. Accanto al termovalorizzatore arriverebbero anche due produzioni basate sulla formaldeide: 10 mila tonnellate annue di bis-MPA e 9 mila di resine amminiche.
«Chi vive sottovento non chiede uno slogan sulle BAT. Chiede cosa esce dal camino, con quale continuità si misura e chi controlla quando il modello e la realtà per assurdo dovessero smettere di coincidere».
Futuro Nazionale precisa di non essere contrario all’industria e al lavoro, ma chiede che Vercelli non diventi un centro di trattamento di rifiuti liquidi pericolosi. Il capogruppo Gian Carlo Locarni sollecita limiti certi sui codici EER, approfondimenti idrogeologici, verifiche indipendenti sulle ricadute atmosferiche e una discussione sul quadro Seveso e sul piano di emergenza esterno.
Richieste anche prescrizioni sulla viabilità, sul depuratore, sulle acque meteoriche dei nuovi piazzali e un’informazione continua per i quartieri e le frazioni a sud della città.
Il tema arriverà nella prossima seduta del Consiglio comunale attraverso l’ordine del giorno presentato da Fabrizio Finocchi.
«Si può volere il recupero energetico e rifiutare che il territorio paghi il costo di una scommessa industriale. Se oggi si chiudono gli occhi in nome del quadro economico, domani si dovrà spiegare perché l’acqua, l’aria e la distanza dalle case valevano di meno», conclude Futuro Nazionale, chiedendo al Comune un atto formale e vincolante nel procedimento in corso.
A.B.

