Roswitha Flaibani
POLITICA – Protagonista delle grandi battaglie civili
VERCELLI – “Destino curioso quello dei radicali: combattere battaglie che quando cominciano sembrano impossibili e, quando finiscono sembrano ovvie. Battaglie affrontate quando costano qualcosa. Quando significano arresti, denunce, digiuni, insulti, solitudine.” (D. Faraone)
Scrivere oggi di Emma Bonino è un difficile esercizio per chi non ama frequentare la retorica: una donna che non aspettava certo che un’idea divenisse maggioritaria per sostenerla, ma la perseguiva fino in fondo perché la riteneva giusta.
Piccola, minuta, testarda, diretta, caparbia, sincera, libera, libertartaria, piemontese, italiana, europeista.
Emma Bonino è morta a 78 anni. Tra i primi quattro radicali a entrare a Montecitorio nel ‘76, ha attraversato mezzo secolo di vita politica italiana rimanendo fedele a due principi fondamentali e imprescindibili: la laicità dello Stato e la visione liberale dell’economia, poco compatibile, a dire il vero, con le rendite di posizione e i vincoli corporativi che hanno spesso caratterizzato il sistema Italia.
Ha sempre sostenuto che le scelte private dei cittadini — in materia di famiglia, salute, fine vita — dovessero restare fuori dalla presa delle istituzioni religiose e dalle imposizioni ideologiche dello Stato. Una laicità intesa non come indifferenza ai valori, ma come garanzia di libertà di coscienza per tutti, credenti e non credenti.
Ha difeso per anni un’impostazione liberista: meno Stato nell’economia, più concorrenza, meno protezionismo e meno privilegi settoriali. Una posizione che l’ha spesso messa in minoranza ma che considerava parte dello stesso impianto di libertà individuale su cui fondava le sue battaglie civili.
Un ultima grande visione, purtroppo per ora ancora tale: un Unione Federalista Europea. Non 27 governi che discutono (mentre il resto del mondo agisce e decide ) ma un’Europa con una politica estera, energetica, una difesa, una voce e un destino comuni
Ci piace ricordare che il legame con i radicali vercellesi risale ai primi anni Ottanta, quando conobbe Roswitha Flaibani nella sede di via Garibaldi a Torino. Da allora i contatti non si sono mai interrotti: la candidatura alla presidenza della Regione nel 2000 (con alcuni nostri candidati vercellesi in lista); un incontro a Roma nel 2018 sul tema delle migrazioni; l’ultimo, nel 2023, al congresso nazionale di +Europa.
A dieci anni dalla scomparsa di Marco Pannella, il partito perde un’altra delle sue voci storiche. Resta il suo modo di intendere la politica: battaglie di minoranza, spesso scomode, portate avanti con coerenza anche se non pagavano in termini elettorali.
Tanto è stato detto in questi giorni e ancora tanto si dirà. Lei, a chi le chiedeva “È preoccupata di questo o di quello…?” rispondeva sempre: “ non sono PREOCCUPATA, me ne occupo”.
Noi, ancora oggi, cerchiamo di occuparcene.
Grazie.
I Radicali vercellesi

