Stefano Bondesan, presidente di Ovest Sesia
TERRITORIO – Il presidente di Ovest Sesia interviene nel dibattito sull’impiego della risorsa in agricoltura
VERCELLI – La coltivazione del riso in sommersione non rappresenta uno spreco d’acqua, ma svolge una funzione essenziale per l’equilibrio idrico del territorio. È la posizione dell’Associazione d’Irrigazione Ovest Sesia, intervenuta dopo le dichiarazioni pubblicate nelle settimane scorse sul consumo della risorsa in agricoltura.
Nel comprensorio vengono prelevati circa 1,5 miliardi di metri cubi d’acqua, ne vengono distribuiti 1,7 miliardi e 1,2 miliardi vengono restituiti ai corsi d’acqua. La risorsa entra quindi in un sistema di circolazione, riutilizzo e restituzione.
Secondo l’associazione, le risaie funzionano come un grande invaso diffuso: trattengono l’acqua nei mesi più caldi e la rilasciano gradualmente attraverso colature e restituzioni ai fiumi. La sommersione contribuisce inoltre alla ricarica delle falde e alla salvaguardia di fontanili e risorgive.
La diffusione della semina a file interrate, con la sommersione posticipata da marzo a maggio, starebbe invece riducendo la ricarica della falda e ritardando l’arrivo delle colature nei territori di Motta de’ Conti, Balzola, Villanova Biellese, Trino e dei Comuni limitrofi.
Ovest Sesia ricorda inoltre che il comprensorio risicolo si estende per 250mila ettari e costituisce una delle aree umide più vaste d’Europa. Il sistema dei canali Cavour viene descritto come un meccanismo complesso, costruito per amministrare la risorsa e preservare gli equilibri del territorio.
Il presidente Stefano Bondesan conclude: «Ho pensato spesso a cosa direi oggi a mio nonno, agricoltore. Gli racconterei che l’acqua della Sesia d’estate non arriva più come un tempo e che qualcuno accusa l’agricoltura di consumarne troppa. Lui riderebbe e farebbe una domanda semplice: “Siete prima o dopo il ghiacciaio?”. Prima di accusare chi usa l’acqua a valle, non sarebbe il caso di chiedersi quanta ce ne sia effettivamente disponibile a monte e perché sia diminuita?»
A.B.

