Daniele Pane, sindaco di Trino (foto Fb)
TERRITORIO – Il PD contesta l’incarico previsto per 22 mesi e chiede di destinare maggiori risorse ad altro
TRINO – Il Partito Democratico di Trino attacca la Giunta comunale per la decisione di assumere un portavoce del Sindaco, prevista dalla delibera numero 130 del 27 agosto 2026. Secondo quanto riportato dal comitato direttivo del partito, l’incarico avrebbe un costo complessivo di 58mila euro per 22 mesi.
«Anche se questa figura è prevista dalla normativa, crediamo che il nostro Comune non possa permettersi il lusso di spendere questi soldi per una figura che non serve alla nostra Città. In un Città dove si registra una caduta verticale della popolazione, una economia in forte crisi, famiglie e giovani che fuggono per la mancanza di lavoro e una costante chiusura degli esercizi commerciali, spendere 58.000 euro per assumere un Portavoce del Sindaco è veramente un insulto alla popolazione».
LE CRITICHE SULLA MODALITÁ DI NOMINA
Il PD contesta anche il carattere fiduciario dell’incarico e l’assenza di una procedura comparativa per la selezione.
«Il Sindaco nominerebbe questo Portavoce “… fermo restando il carattere fiduciario dell’incarico e l’esclusione di procedure comparative” senza nessun bando né alcuna qualifica professionale né valutazione comparativa delle eventuali candidature. Insomma il Sindaco nominerebbe chi vuole a spese della collettività».
Secondo il partito, il nuovo incarico si aggiungerebbe alle risorse già destinate alla comunicazione istituzionale: «Il Comune di Trino ha già un contratto di consulenza per “Servizi di Comunicazione del Comune” per il valore di circa 130.000 euro all’anno. Basta e avanza».
Il comitato direttivo lamenta inoltre che il gruppo di minoranza non avrebbe la possibilità di esprimere la propria posizione attraverso gli strumenti di comunicazione comunali: «Infatti non è data alcuna possibilità al gruppo di minoranza del Consiglio Comunale di poter esprimere la propria opinione e chiediamo quante volte l’Amministrazione Comunale abbia mai organizzato un dibattito pubblico su qualche problema di interesse della Città? Zero, e questo la dice lunga sulla volontà di confrontarsi pubblicamente con i cittadini».
LA FESTA PATRONALE E LE SPESE CONTESTATE
Le critiche del PD riguardano anche la Festa patronale, per la quale il Comune avrebbe sostenuto una spesa superiore ai 100mila euro. La Voce Vercellese aveva già ricostruito i costi dei principali spettacoli musicali di San Bartolomeo, pari a 48.352 euro comprensivi di Iva per gli appuntamenti con Mirko Casadei, Dj Matrix e Leo Gassmann.
«Quando si organizzano eventi si dovrebbe sempre ragionare sulle ricadute effettive sulla città e porre sempre la massima attenzione, anche per rispetto della grave crisi economica e delle condizioni di difficolta in cui vivono tanti nostri concittadini. Un poco di moderazione nella gestione della spesa pubblica dovrebbe costituire un chiaro indirizzo politico dell’Amministrazione Pubblica».
La Festa patronale era già finita al centro dello scontro politico dopo la denuncia del PD su inni fascisti e cori contro i comunisti. Il caso era poi approdato in Consiglio comunale, con la proposta di vincolare patrocini, spazi e contributi pubblici al rispetto dei valori costituzionali.
CANTIERI, PAVIMENTAZIONI E SERVIZI
Il Partito Democratico propone di ridurre le spese considerate non indispensabili e di utilizzare le risorse per aumentare le manutenzioni, diminuire le rette dell’asilo nido e sostenere anziani e cittadini in difficoltà.
Nel documento vengono richiamati i ritardi nei lavori di piazza Mazzini e dell’asilo nido, le condizioni della pavimentazione di corso Italia e l’inagibilità del Teatro civico. Proprio per corso Italia e le vie limitrofe la Giunta aveva approvato un piano da 180.900 euro, la cui attuazione resta subordinata al reperimento delle risorse necessarie.
Critiche anche sulla destinazione dei due milioni di euro riconosciuti al Comune attraverso la convenzione con Enel per la realizzazione di un impianto fotovoltaico e utilizzati per il restauro del Borgo di Leri.
«Denunciamo una gestione dell’Amministrazione Comunale molto voltata alla propaganda personale e poco direzionata alle necessità della Città e chiediamo più moderazione e attenzione nella spesa pubblica».
A.B.

