Giorgio Felici, presidente Confartigianato Imprese Piemonte
ATTUALITÁ – La posizione dell’associazione artigiana
TORINO – Un’apertura al nucleare accompagnata dalla richiesta di accelerare sulle scelte energetiche, superando le contrapposizioni ideologiche e valutando le tecnologie sulla base delle evidenze. È la posizione di Confartigianato Imprese Piemonte, che interviene dopo l’approvazione del disegno di legge sul nucleare del 23 settembre richiamata nel proprio comunicato.
Per l’associazione, il percorso deve mettere al centro il bene comune, rispettare le norme e le garanzie di sicurezza e produrre benefici concreti per imprese, famiglie e territori.
I NUMERI PARLANO CHIARO
A sostenere la richiesta sono i numeri del caro energia diffusi dall’organizzazione. Le micro e piccole imprese piemontesi pagano l’elettricità 262 milioni di euro in più rispetto a quanto spenderebbero applicando i prezzi medi dell’Unione europea: il quarto maggiore extracosto regionale.
Sul versante domestico, tra febbraio e agosto 2026 la spesa aggiuntiva per elettricità, gas e altri combustibili ha raggiunto in Piemonte 144 milioni di euro, a fronte di un aumento cumulato dei prezzi dell’11,4%.
“L’energia è una questione economica e sociale che riguarda tutti – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – Distorsioni ambientaliste tengono sotto scacco famiglie ed imprese da decenni, era ora che si affrontasse il problema, tenendo presente che non sarà la panacea: occorre mantenere ampio il portafoglio energetico comprendendo anche le fonti fossili che sarebbe miope abbandonare. La tutela dell’ambiente e il progresso tecnologico non sono obiettivi contrapposti”.
La posizione di Felici comprende dunque anche il mantenimento delle fonti fossili all’interno di un’offerta energetica diversificata. Per Confartigianato, l’apertura al nucleare deve tradursi in un percorso concreto, nel quale il rispetto delle norme ambientali e di sicurezza sia affiancato da un confronto trasparente con le comunità interessate.
Il tema resta al centro del dibattito anche nel Vercellese. Su queste pagine abbiamo recentemente ospitato la lettera di Giuliano Prinzivalli sulla petizione contro il nucleare a Trino, nella quale il promotore esprimeva delusione per la scarsa adesione e per il sostegno politico mancato.
Confartigianato insiste, da parte sua, sulla necessità che i vantaggi dell’innovazione siano condivisi e incidano sia sulla competitività delle attività produttive sia sui bilanci delle famiglie.
“Si proceda dunque al galoppo. Il caro energia – conclude Felici – non è soltanto un problema di competitività, ma una questione di equità economica e di qualità della vita, il costo dell’immobilismo ricade su tutti mentre i benefici dell’innovazione devono essere condivisi da tutti”.

