Simona Paonessa, consigliera regionale del PD
POLITICA – Interrogazione sulle prospettive dei servizi vercellesi
VERCELLI – Programmare le sostituzioni degli infermieri prima che le uscite previste mettano sotto pressione l’assistenza domiciliare. È la questione sollevata dalla consigliera regionale del Partito Democratico Simona Paonessa, che ha presentato un’interrogazione in Regione sulla situazione del personale impegnato nei servizi territoriali e domiciliari dell’Asl Vercelli.
Secondo quanto segnalato dalla consigliera, nei prossimi mesi sono previste alcune importanti uscite di infermieri attualmente in servizio. La richiesta è di affrontare per tempo il ricambio, evitando ripercussioni sugli operatori e sulle persone assistite.
«SERVIZIO FONDAMENTALE PER LE FAMIGLIE»
«La sanità territoriale – sottolinea Paonessa – funziona solo se ci sono professionisti sufficienti a garantire concretamente i servizi. Non possiamo parlare di potenziamento dell’assistenza domiciliare e, contemporaneamente, rischiare di perdere personale senza prevedere per tempo le necessarie sostituzioni. L’assistenza infermieristica a domicilio rappresenta infatti un servizio fondamentale soprattutto per le persone anziane, fragili e affette da patologie croniche. Garantire cure direttamente a casa significa sostenere le famiglie, assicurare continuità assistenziale e, allo stesso tempo, evitare che situazioni che possono essere gestite sul territorio finiscano per gravare sugli ospedali».
Il nodo riguarda dunque la continuità delle cure a domicilio, particolarmente importanti per anziani, persone fragili e pazienti con patologie croniche. Una riduzione del personale senza sostituzioni tempestive, evidenzia Paonessa, rischierebbe di aumentare i carichi di lavoro e compromettere la possibilità di assicurare tutte le ore di assistenza necessarie.
«OCCORRE ANTICIPARE IL PROBLEMA»
«Il tema non è aspettare che il problema si presenti – prosegue la Consigliera PD – ma anticiparlo. Se un professionista esce dalla sanità pubblica, bisogna essere già nelle condizioni di sostituirlo. E questo è ancora più importante quando si parla di assistenza domiciliare, perché il rischio è quello di caricare ulteriormente di lavoro gli operatori già in servizio, con conseguenze sia sulle condizioni di lavoro del personale sia sulla possibilità di garantire ai cittadini tutte le ore di assistenza necessarie, per non lasciare indietro nessuno».
A sostegno del proprio intervento, la consigliera richiama anche i dati del rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio sanitario nazionale. Secondo i numeri riportati nella sua nota, nel 2024 il 9,2% dei piemontesi, oltre 391mila persone, ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, con un aumento rispetto all’anno precedente.
Sul fronte della medicina generale, la carenza stimata in Piemonte sarebbe passata da 431 a 463 medici in un anno. Ogni medico di famiglia segue mediamente 1.407 assistiti, un valore superiore alla media nazionale. La nota richiama inoltre i 433 medici di medicina generale che, tra il 2025 e il 2028, hanno raggiunto o raggiungeranno i 70 anni: un ulteriore elemento da considerare nella programmazione dei servizi territoriali.
«Non possiamo chiedere ai professionisti che operano in sanità di fare sempre di più con sempre meno risorse. La carenza di personale è un problema che riguarda tutto il sistema sanitario, ma proprio per questo è necessario intervenire con una programmazione seria e tempestiva, soprattutto nei servizi più vicini alle persone».
«I SERVIZI NON DEVONO RESTARE SCOPERTI»
«Abbiamo chiesto venisse garantito un vero ricambio: una persona che esce deve poter essere sostituita da una persona che entra, senza lasciare scoperti i servizi. E, se necessario – conclude Paonessa – bisogna prevedere un rafforzamento straordinario del personale. La qualità della sanità territoriale si misura anche dalla capacità di garantire a una persona anziana o fragile di essere curata nella propria casa, senza sentirsi abbandonata. La Regione e l’ASL devono mettere in atto per tempo tutte le azioni necessarie per garantire continuità, qualità e presenza capillare dell’assistenza domiciliare
in tutta la provincia».
A.B.

