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POLITICA – Il confronto politico dopo il banchetto di sabato 10 ottobre
TRINO – La raccolta firme promossa da Fratelli d’Italia nell’ambito della campagna nazionale “Nessuna resti nascosta”, tenutasi in città sabato 10 ottobre, accende il confronto politico. A intervenire è il Partito Democratico di Trino, che in un documento datato 12 ottobre e intitolato “In difesa della libertà delle donne” mette in discussione la coerenza tra gli obiettivi dell’iniziativa e le politiche del Governo.
La campagna sostiene una proposta di legge presentata con l’obiettivo di contrastare l’integralismo islamico e il separatismo religioso e tutelare la dignità e l’autodeterminazione femminile. È proprio su questo terreno che i democratici sollevano la loro contestazione: «Con quale credibilità Fratelli d’Italia, che ha una donna come primo ministro, si presenta come paladino dei loro diritti?».
LE CRITICHE CHE VENGONO MOSSE
Nel documento il PD elenca una serie di scelte e responsabilità che attribuisce all’esecutivo e alla maggioranza. Le critiche riguardano l’educazione sessuale nelle scuole, i fondi per gli asili nido, l’alternanza di genere nella legge elettorale, il congedo paritario obbligatorio, l’IVA sui prodotti per l’igiene femminile e sui pannolini, Opzione Donna e le risorse destinate ai consultori.
I democratici contestano inoltre il ritorno in Libia, con un volo di Stato, di un uomo accusato di torture e violenze sessuali e imputano alla maggioranza il mancato avanzamento della proposta di legge sul consenso nei reati di violenza sessuale. Sui consultori, il documento critica la promozione delle cosiddette “stanze dell’ascolto”, considerate dal partito uno strumento di condizionamento della libera scelta delle donne.
LE DONNE USATE COME PROPAGANDA POLITICA
«I diritti delle donne non possono trasformarsi in uno strumento di propaganda politica usata per alimentare nuove discriminazioni all’interno della nostra comunità», afferma il PD trinese.
La presa di posizione contiene anche un passaggio polemico su Tajani e Vannacci: «Mentre il Ministro Tajani ritiene che le donne con le gonne lunghe siano più affidabili e serie di quelle che indossano gonne corte registriamo la volgarità di Vannacci nel dire che le preferisce senza gonne».
In conclusione, i democratici rivendicano un approccio fondato su autonomia economica, libertà individuali e pari opportunità: «La libertà delle donne non si ottiene con nuove misure restrittive e punitive, bensì con politiche inclusive e coerenti per una vera emancipazione femminile volte a eliminare le discriminazioni strutturali, garantendo alle donne autonomia economica, libertà di scelta del proprio stile di vita e di religione (come previsto dalla nostra Costituzione), parità di rappresentanza nelle istituzioni e di stipendio sul lavoro».
A.B.

