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Economia | L’analisi di Confesercenti sui dati delle Camere di commercio
VERCELLI – In sei anni il Piemonte ha perso 1.915 bar, il quinto calo più consistente d’Italia in valore assoluto. Un dato che si inserisce nella contrazione nazionale fotografata da Confesercenti, attraverso un’elaborazione dei dati delle Camere di commercio: dalle 169.839 imprese del 2019 si è passati alle 145.766 del 2025, con una diminuzione del 14,2%.
Il saldo è di 24.073 attività in meno, equivalente a circa undici al giorno. A scomparire sono sia i locali dei piccoli centri sia quelli nei quartieri delle grandi città, con conseguenze che riguardano il lavoro, i servizi e le occasioni di socialità.
Secondo le stime dell’associazione, questa riduzione avrebbe prodotto un impoverimento dei territori superiore a 7,2 miliardi di euro in sei anni, considerando minori consumi, occupazione e gettito fiscale.
A pesare sui bilanci sono soprattutto l’aumento delle spese per energia e materie prime, la perdita di potere d’acquisto delle famiglie e il costo del lavoro, in un settore caratterizzato da un elevato impiego di personale e scontrini medi contenuti. Si aggiungono i cambiamenti delle abitudini: meno presenze quotidiane nei centri urbani anche per effetto dello smart working, consumi distribuiti diversamente durante la giornata e concorrenza della distribuzione moderna e dei servizi di consegna.
TUTTE LE REGIONI REGISTRANO UNA FLESSIONE
Il Centro segna il calo più marcato, con 7.323 imprese in meno, pari al 20,8%. Seguono Nord-est, con il −16,3%, e Nord-ovest, con il −16,1%. Più contenute le diminuzioni nel Sud, −6,7%, e nelle Isole, −6,5%.
In termini assoluti, davanti al Piemonte si collocano Lombardia, con 4.957 bar in meno, Lazio, con 4.405, Veneto, con 2.806, ed Emilia-Romagna, con 1.916. La contrazione percentuale maggiore interessa invece le Marche, dove scompare un quarto delle attività. A Roma il saldo è di 2.827 bar in meno, oltre il 30%, nonostante i consistenti flussi turistici.
Il fenomeno si affianca alla più ampia crisi del commercio di prossimità, già affrontata dalla testata con l’approfondimento su Vercelli tra le città più colpite dalla scomparsa dei negozi, riferito a un’indagine distinta di Confcommercio.
«La desertificazione commerciale sta cambiando la vita quotidiana delle nostre comunità», dichiara Nico Gronchi. «Un bar è un’impresa che crea lavoro e offre un servizio. Ma è anche uno dei luoghi più semplici e accessibili in cui le persone si incontrano. Vale per il piccolo comune, dove può essere un punto di riferimento per tutti, e vale per il quartiere di una grande città. Quando questi luoghi vengono meno, le strade sono meno frequentate e le città diventano più spente e meno sicure».
Per approfondire le ricadute territoriali, Confesercenti ha annunciato un calendario di presentazioni dei dati locali nei capoluoghi, con avvio indicato dal 28 settembre.
«La presentazione dei dati sarà anche un invito a reagire», conclude Gronchi. «Chiediamo a tutti i cittadini di sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per contrastare la desertificazione commerciale e favorire la rigenerazione delle città e dei centri abitati. Difendere le attività di prossimità significa difendere lavoro, servizi e luoghi in cui continuare a incontrarsi».
A.B.

