Le liste di attesa migliorano... i pazienti attendono
I numeri e le difficoltà dei cittadini
VERCELLI – Tre punti percentuali in più sono un miglioramento, ma non bastano a risolvere le liste d’attesa. Secondo i dati del Bollettino Agenas riportati dalla Regione, nei primi nove mesi del 2026 le prime visite prenotate entro i tempi di garanzia in Piemonte passano dal 69,2% al 72,2%, contro una crescita media nazionale di 1,7 punti. Il rovescio del dato resta pesante: il 27,8%, quasi tre prenotazioni su dieci, non rispetta i termini.
Per gli esami diagnostici il progresso è ancora più contenuto: dall’82,4% all’82,7%. Anche qui, oltre il 17% delle prenotazioni rimane fuori dai tempi previsti. Percentuali che misurano un avanzamento, ma anche la distanza da un servizio capace di garantire risposte tempestive a tutti.
«CONSAPEVOLI DELLE DIFFICOLTÁ MA I MIGLIORAMENTI SONO CONCRETI»
«Consapevoli che le criticità e i problemi delle liste d’attesa non siano risolti, il nuovo monitoraggio Agenas conferma che il lavoro avviato sta producendo miglioramenti concreti. La crescita delle prime visite garantite nei tempi previsti è superiore alla media nazionale e rappresenta un segnale importante, soprattutto considerando le criticità che il sistema sanitario piemontese, come quello nazionale, sta affrontando. Non è ancora il risultato che vogliamo garantire ai cittadini, ma è un progresso che dobbiamo consolidare e accelerare», dichiara l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi.
L’assessore richiama le differenze nelle priorità cliniche: le prime visite programmabili entro 120 giorni rappresentano in Piemonte l’8,8% del totale, contro il 34,9% nazionale. Contesta inoltre le classifiche costruite su dati parziali della presa in carico. Precisazioni utili per confrontare correttamente i sistemi regionali, che però non cancellano il problema di chi ottiene un appuntamento oltre i termini.
Le difficoltà erano già al centro delle critiche del PD sulle liste d’attesa piemontesi, con richieste di obiettivi concreti e responsabilità sui risultati.
La Regione indica nella gestione delle agende, nell’appropriatezza delle prescrizioni e nel nuovo CUP unico gli strumenti per migliorare. Lo stesso Riboldi riconosce ostacoli nelle prenotazioni e in alcune specialità. È su questi nodi che la sanità piemontese deve dare risposte: il progresso statistico conta, ma per i cittadini la misura decisiva resta quanto bisogna aspettare per una visita o un esame.
A.B.

