Alcuni momenti dell'incontro
Aula Magna del Seminario gremita per l’incontro promosso da UCID insieme alla Pastorale sociale
VERCELLI – Come cambierà il lavoro con l’intelligenza artificiale? E come tutelare la dignità delle persone davanti all’avanzata degli algoritmi? Sono le domande al centro del convegno svoltosi venerdì 30 ottobre nell’Aula Magna del Seminario Arcivescovile di Vercelli, riempita da un pubblico numeroso.

L’incontro, organizzato dalla sezione UCID Vercelli-Casale Monferrato insieme all’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi, ha avuto come relatori il filosofo Markus Krienke e Luigi Bobba, presidente della Fondazione Terzjus. A moderare il confronto è stato il giornalista Luca Sogno. Sono intervenute anche le organizzatrici Marina Rasore e Adriana Sala Breddo, alla presenza dell’arcivescovo Marco Arnolfo.
La centralità della persona rispetto alla tecnologia ha attraversato il dibattito. Krienke ha evidenziato che il lavoro non può essere ridotto a una sequenza di operazioni o misurato soltanto attraverso efficienza e produttività: comprende relazioni, responsabilità e crescita personale. Ha inoltre richiamato i rischi di discriminazione nei sistemi automatizzati e di un’eccessiva delega delle capacità umane alle macchine.

«In questo momento di crisi dobbiamo lavorare per la cura dell’impresa sostenibile. L’impresa del futuro non sarà misurata solo dalla sua crescita, ma dalla sua cura: la capacità di far crescere il mondo che la rende possibile, che poi è ovviamente il mondo popolato in primis dagli esseri umani, perché basarsi solo sul profitto vuol dire bruciare la base su cui l’impresa si pone, base costituita dalle relazioni umane».
Bobba ha affrontato le trasformazioni dell’occupazione, la concentrazione del potere tecnologico e il peso materiale dell’innovazione, dai consumi energetici al lavoro necessario per addestrare i sistemi. Nel suo intervento ha sottolineato la necessità di accompagnare il cambiamento con scelte collettive, formazione e responsabilità sociale.
Dal confronto è emersa l’esigenza di governare l’intelligenza artificiale, valutandone benefici e conseguenze senza perdere di vista il valore delle competenze, delle relazioni e della dignità di chi lavora.
A.B.

