Immagine di repertorio
Il gruppo consiliare rilancia le richieste su occupazione, consumi, acqua e compensazioni
TRINO – Un investimento stimato in circa quattro miliardi di euro non basta, da solo, a garantire benefici alla comunità. Sul progetto “Cavour Hyperscale Campus”, previsto nell’area dell’ex centrale Galileo Ferraris, il gruppo consiliare Impegno per Trino e Robella torna a chiedere risposte precise: dalle fonti energetiche ai posti di lavoro stabili, fino alla tutela dell’acqua e alle compensazioni per il territorio.
La posizione non è di chiusura all’investimento. Il gruppo ribadisce il favore verso l’innovazione, la transizione digitale e il recupero di un’area industriale dismessa senza consumo di nuovo suolo agricolo. Ma rivendica la necessità di tutelare l’interesse pubblico, riportando al centro le cinque richieste già avanzate a settembre.
LA TRASPARENZA DELL’AMMINISTRAZIONE
Il primo nodo è la trasparenza. Secondo i consiglieri, la procedura commissariale e l’Autorizzazione Unica non devono ridimensionare il ruolo del Consiglio comunale e della partecipazione dei cittadini. Alla Giunta viene chiesto di riferire costantemente sullo stato di avanzamento del progetto.
IL FRONTE ENERGETICO
Sul fronte energetico, il comunicato richiama un fabbisogno stimato in 300-400 megawatt e sollecita chiarezza sulle fonti destinate ad alimentare l’infrastruttura. L’obiettivo dichiarato è evitare che l’assenza di informazioni favorisca speculazioni e discussioni su ipotetici nuovi insediamenti per la produzione di energia.
L’OCCUPAZIONE
Un altro punto riguarda l’occupazione effettiva, distinguendo i lavoratori impiegati temporaneamente nel cantiere dai posti disponibili una volta avviato il data center. Il gruppo cita una stima di 100-200 addetti diretti a regime, ricavata da confronti con il settore, e chiede protocolli con enti di formazione, scuole e università locali per rendere accessibili ai giovani del territorio le opportunità ad alta specializzazione.
LE GARANZIE AMBIENTALI
Sul piano ambientale vengono richieste garanzie scritte e vincolanti: raffreddamento a circuito chiuso senza prelievi dalla falda per sistemi evaporativi, barriere fonoassorbenti a protezione della fauna e degli insediamenti vicini, oltre a un piano per l’eventuale recupero del calore di scarto a beneficio della comunità.
LE COMPENSAZIONI
Netta anche la posizione sulle compensazioni: «Non possiamo accettare i limiti al ribasso ipotizzati nelle bozze regionali sulle compensazioni ambientali». La richiesta è un tavolo di contrattazione dedicato, capace di assicurare risorse destinate a Trino per viabilità, infrastrutture e servizi urbani.
Il messaggio conclusivo lega l’accoglienza dell’investimento alla capacità delle istituzioni di governarne gli effetti: «Accogliere l’innovazione tecnologica significa saperla governare, non subirla». E il gruppo aggiunge: «Saremo vigili e propositivi in ogni fase del percorso per fare in modo che Trino non sia semplicemente una “presa elettrica” al servizio di grandi colossi, ma una comunità che cresce nel rispetto dell’ambiente e del lavoro».
A.B.

