Da sinistra: Rosso, Mazza, Sarasso e Mensa
Giuseppe Sarasso ed Edoardo Rosso protagonisti della conviviale vercellese
VERCELLI – Le battaglie delle mondine e l’evoluzione dell’agricoltura vercellese sono state al centro della conviviale del Rotary Sant’Andrea Vercelli, presieduto da Stefano Mazza. Intitolata “Se 8 ore… 120 anni di diritti”, la serata ha anticipato il convegno di Consulta 1219, in programma il 7 novembre al Teatro Civico di Vercelli.
Il presidente di Consulta 1219, Paolo Mensa, ha introdotto l’incontro ricordando: «Un territorio che non ha attraversato la storia da semplice spettatore, ma che in alcuni momenti ne è stato protagonista: nell’arte, nell’innovazione, nell’economia e, in questo caso, nelle conquiste sociali».
GLI INTERVENTI DEGLI OSPITI
Giuseppe Sarasso ha ripercorso le innovazioni che trasformarono le risaie, dalla nascita di Ovest Sesia nel 1853 alla Stazione Sperimentale di Risicoltura nel 1908, fino alla progressiva meccanizzazione. Sulle condizioni delle mondine ha ricordato: «Il lavoro in risaia era particolarmente faticoso. Trascorrevano molte ore chine nell’acqua, impegnate nella monda e nel trapianto».
Edoardo Rosso ha analizzato il ruolo degli agrari nella modernizzazione del settore, richiamando la nascita dell’Associazione tra agricoltori del Vercellese nel 1901 e della cassa mutua contro gli infortuni nel 1902.
Al centro dello scontro con le lavoratrici rimaneva l’orario: «gli agrari erano spesso più disponibili a concedere aumenti salariali che a ridurre l’orario lavorativo», mentre le mondine chiedevano «il riconoscimento del tempo libero come diritto individuale».
Un passaggio che Rosso ha descritto come il «confronto tra due diversi processi di trasformazione: da una parte la modernizzazione dell’impresa agricola, dall’altra quella dei diritti del lavoro, da cui è scaturito un nuovo e duraturo equilibrio sociale».
Alla conviviale erano presenti l’assistente del governatore Milly Cometti, i soci del Rotaract Sant’Andrea, il presidente del Museo Borgogna Pier Paolo Forte e la curatrice Cinzia Lacchia, insieme al vicepresidente di Consulta 1219 Giulio Zella e al tesoriere Roberto Graneris.
A.B.

