I partecipanti alla conferenza stampa di presentazione
Un progetto del Nodo Antidiscriminazioni della Provincia di Vercelli
VERCELLI – Una guida per far riflettere su come le parole possano essere muri o ponti. È il progetto messo in atto dl Nodo Provinciale contro le discriminazioni. «Nell’ambito del gruppo di lavoro degli Stati generali della disabilità” – dice Lella Bassignana, Referente del Nodo – si è predisposto questo progetto. Lo stesso Ministero, nell’art. 4 del Decreto Legislativo n. 62 del 2024 (in vigore dal 30 giugno 2024), ha aggiornato la terminologia in materia di disabilità, al fine del rispetto dei diritti e della dignità delle persone Le stesse parole usate in contesti diversi possono essere appropriate, confondere o addirittura offendere».
La realizzazione della Guida si inserisce nei Progetti degli Stati Generali della Disabilità e nella realizzazione si è voluto porre l’accento su alcuni concetti base: Mettere la Persona al centro evitando etichette riduttive come disabile, handicappato, invalido. Utilizzare un Linguaggio neutro e non pietistico evitando termini che suggeriscano sofferenza, o commiserazione Utilizzare una Comunicazione professionale e non paternalistica: evitare diminutivi, toni infantili, utilizzare un linguaggio paritario o orientato alla competenza.
«Il gruppo di lavoro degli Stati generali della disabilità – prosegue Bassignana – ha affrontato diverse tematiche con un unico obiettivo: l’inclusione e la non discriminazione oltre gli stereotipi e i pregiudizi riconoscendo le barriere, non i limiti della persona in quanto le difficoltà derivano principalmente da barriere fisiche, comunicative o culturali».
Il glossario ”Parole semplici e giuste al posto giusto per le persone con disabilità” è stato realizzato in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale, grazie all’opera di Maria Napoli, Irene De Felice e Ludovica Maconi, e con Gianfranco Quaglia, giornalista – Past president Consiglio Disciplina Ordine dei Giornalisti del Piemonte.
Le docenti Irene De Felice, Ludovica Maconi e Maria Napoli (Dipartimento di Studi Umanistici, UPO) dichiarano: «Ci ha fatto molto piacere prendere parte, per conto dell’Ateneo, a questa importante iniziativa di sensibilizzazione ad un uso consapevole delle parole nella comunicazione pubblica, perché siamo convinte che la costruzione di una società più equa e inclusiva passi anche attraverso un linguaggio attento e rispettoso. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che la lingua che usiamo quotidianamente non è solo un mero e semplice strumento di comunicazione, ma è anche un modo attraverso il quale esprimiamo, e in certa misura costruiamo, una determinata visione del mondo, veicolando, talvolta inconsapevolmente, stereotipi e pregiudizi. Ci auguriamo quindi che questa guida possa far sì che sempre più persone, specialmente tra coloro che lavorano a stretto contatto con un pubblico ampio, maturino questa consapevolezza e, di conseguenza, che si diffonda in misura maggiore una reale cultura dell’inclusione, fatta anche di parole».
«Il contributo che può dare il mondo della comunicazione in generale e in particolare quello dei media è fondamentale nella diffusione di un linguaggio appropriato e corretto. – sottolinea Gianfranco Quaglia – Questo progetto ha un duplice scopo: indicare alcune linee guida e al tempo stesso vuole essere uno stimolo alla riflessione per tutti gli addetti ai lavori. Primi fra tutti proprio i giornalisti, chiamati a svolgere un compito informativo essenziale, che non deve mai indulgere al pietismo e neppure al sensazionalismo. L’iniziativa rappresenta pertanto un’opportunità per ciascun operatore dell’informazione e in questo senso il glossario dei termini può fare la differenza anche nell’approccio al mondo della disabilità e della fragilità. Parole giuste e non stereotipate, concretezza e continenza, sono i fondamentali che presidiano il Codice deontologico della Giornaliste e dei Giornalisti».
É intervenuto anche il Direttore Generale dell’ASL di Vercelli, Marco Ricci, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa e che si farà promotore c/o tutta la struttura dell’utilizzo di un linguaggio “rispettoso” delle persone.

