Vannacci e Pozzolo
Un lungo post su Instagram per motivare la nuova scelta politica
VERCELLI – «Seguirò Roberto Vannacci in Futuro Nazionale, perché il suo progetto va molto oltre le vecchie categorie politiche». Ora è ufficiale: Emanuele Pozzolo, espulso da Fratelli d’Italia dopo i noti fatti del Capodanno del 2023, è il primo componente della nuova forza politica “lanciata” da Vanncci.
Due ex, dunque, che si incontrano: Vannacci è, da poche ore, ex della Lega; Pozzolo, invece,ha collezionato una lunga serie di abbandoni o espulsioni (Alleanza Nazionale, Lega, Fratelli d’Italia).
«UNA DESTRA CHE NON CHIEDA SCUSA E PERMESSO»
«Non è più tempo di una destra che chiede scusa e chiede permesso, che cerca legittimazione negli altri. È tempo di una destra che parla chiaro e agisce. Seguirò Roberto Vannacci in Futuro Nazionale, perché il suo progetto va molto oltre le vecchie categorie politiche. Vannacci può essere il Charles de Gaulle italiano: non solo il capo di un partito, ma il punto di riferimento di una reazione del buonsenso, capace di superare gli steccati ideologici del Novecento. Su di lui possono convergere tradizioni diverse, unite dalla schiettezza di pensiero e di parola e dalla difesa dell’interesse nazionale», scrive Pozzolo sul suo profilo Instagram, ufficializzando il passaggio in Futuro Nazionale.
«Una destra autentica difende la sicurezza: chi aggredisce deve sapere che il cittadino ha il diritto di difendersi, senza essere trattato da colpevole. Una destra autentica rimette al centro la famiglia: padre, madre, figli. Servono misure forti e concrete per fermare il suicidio demografico. Una destra autentica governa l’immigrazione unendo umanità e ordine, per evitare sradicamento e conflitto sociale. Come ricordava Giovanni Paolo II, il primo diritto dell’uomo è quello di non essere costretto a emigrare. Una destra autentica tiene la schiena dritta in Europa e nel mondo, difende prima gli interessi dell’Italia e cambia davvero il rapporto tra Stato e cittadini: meno tasse, meno assistenzialismo, più libertà per chi lavora e produce. Questa è una destra senza complessi, che non si piega al pensiero unico. Perché, come insegnava Gabriele D’Annunzio, “memento audere semper”».

