Un momento della cerimonia che si è svolta a Vercelli
Si è svolta questa mattina, martedì 10 febbraio
VERCELLI – Si sono tenute oggi, martedì 10 febbraio, le celebrazioni del Giorno del ricordo, la commemorazione civile per non dimenticare i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata.
«OGGI GUARDIAMO DENTRO UNA FERITA DELLA STORIA ITALIANA»
«Oggi Vercelli si ferma, non per guardare indietro con nostalgia, bensì per guardare dentro la ferita che la Storia italiana ha troppo a lungo coperto con il cappotto del silenzio» ha detto il Sindaco, Roberto Scheda, durante il suo discorso. Il primo cittadino ha sottolineato come «siamo chiamati a un esercizio complesso e nobile: rifiutare l’idea che la Storia sia una curva da tifosi nello stadio. La violenza ideologica, di qualsiasi colore si ammanti, produce lo stesso risultato: la disumanizzazione dell’altro. Prima lo si chiama nemico, poi traditore, poi, infine, tragicamente diventa un numero. Così si apre una fossa e si pensa di aver chiuso il conto. Non deve essere mai più così».
«AI GIOVANI DICO CHE I MORTI NON HANNO COLORE»
Infine il Sindaco si è rivolto ai giovani che «non hanno colpe ereditarie e non devono portare pesi che non sono i loro. A voi giovani chiedo una cosa semplice e al tempo stesso difficilissima: non lasciate che i morti vengano arruolati. I morti non hanno colore. Non votano, non sfilano, non gridano slogan. I morti chiedono solo di non essere dimenticati e di non essere usati».
La giornata ha avuto anche l’accompagnamento musicale degli studenti del Lagrangia e le letture degli studenti di COVERFOP e del CIOFS “Istituto Sacro Cuore”. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il presidente della Provincia di Vercelli, Davide Gilardino; i consiglieri regionali Simona Paonessa e Carlo Riva Vercellotti; il Prefetto, Lucio Parente; il Questore, Giuseppina Suma; le maggiori cariche delle istituzioni militari e alcuni assessori del Comune di Vercelli.
[foto credit Servizio di Comunicazione Pubblica Città di Vercelli]

