Simona Paonessa (foto La Voce Vercellese©)
Ravinale (AVS) e Paonessa (PD) spiegano il perché
TORINO – Ieri, martedì 14 aprile, gli assessori Gallo e Bongioanni hanno risposto all’interrogazione urgente che depositata dalla Capogruppo AVS in Consiglio regionale Alice Ravinale a fronte dello stato di agitazione proclamato dalla FP CGIL nell’Ente di Gestione Aree Protette Valsesia.
Sindacato, lavoratori e lavoratrici hanno lanciato l’allarme a fronte del fatto che il personale risulta dimezzato e anche la programmazione risulta del tutto carente. Criticità su cui si era detto d’accordo anche il Presidente dell’Ente Parco.
La risposta non fa che aumentare la confusione. Da un lato infatti la Regione conferma che l’ultimo ampliamento della pianta organica risale al 2018, perché “a decorrere da tale annualità le disponibilità sul bilancio regionale non hanno consentito di assegnare agli Enti di gestione delle aree protette risorse per nuove assunzioni”, cosa che conferma la disastrosa mancanza di investimenti regionali in questo settore”, affermano Ravinale e Simona Paonessa (PD).
“Dall’altro lato, però, gli assessori confermano di aver sempre riconosciuto all’Ente le risorse necessarie per il personale già previsto, che avrebbero dovuto consentire il turn over del personale cessato: come mai questo non è avvenuto? Perché la Regione non interviene per impedire questo sistematico indebolimento del Parco e con una risposta completamente tecnica con cui di fatto si lava le mani della situazione? Torneremo – concludono Ravinale e Paonessa – a insistere affinché la Regione si faccia carico della situazione dell’Ente delle Aree Protette della Valsesia e ne permetta l’ottimale funzionamento e perché sia fatta chiarezza sulle proposte di riforma che il CdA del parco avrebbe proposto alla Giunta, come richiesto anche dalle associazioni ambientaliste”.

