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L’allarme sulle ferrovie piemontesi
TORINO – I numeri forniti da Rete Ferroviaria Italiana accendono nuovamente il dibattito sul tema dell’accessibilità del trasporto ferroviario in Piemonte. A intervenire è Mauro Calderoni, consigliere regionale del Piemonte del Partito Democratico, che invita istituzioni e cittadini a riflettere su dati che definisce significativi e che vanno oltre le appartenenze politiche.
LE STAZIONI ACCESSIBILI SONO 27 SU 229
Secondo le informazioni rese note da RFI, sul territorio piemontese sono operative 229 stazioni ferroviarie. Di queste, soltanto 27 risultano oggi completamente accessibili grazie agli interventi di adeguamento realizzati negli ultimi anni. Un dato che significa che quasi il 90% delle stazioni non ha ancora raggiunto standard di piena accessibilità.
Calderoni riconosce i passi avanti compiuti da Rete Ferroviaria Italiana, sottolineando l’importanza dei servizi di assistenza garantiti attraverso le Sale Blu, il dialogo avviato con le associazioni che rappresentano le persone con disabilità e gli investimenti effettuati sulle nuove infrastrutture. Tuttavia, evidenzia come sia necessario distinguere nettamente tra assistenza e accessibilità.
«I CITTADINI IN DIFFICOLTÁ NON DOMANDANO ALCUN FAVORE»
«Una persona con disabilità, un anziano, una persona temporaneamente infortunata o un genitore con un passeggino non chiedono un favore – osserva il consigliere regionale – ma la possibilità di utilizzare il trasporto pubblico in autonomia, come qualsiasi altro cittadino».
Il punto centrale della riflessione riguarda proprio il concetto di accessibilità, che secondo Calderoni non può essere limitato alla presenza di un servizio di supporto. «L’accessibilità non è la disponibilità di qualcuno che aiuti a superare un ostacolo. L’accessibilità è l’assenza dell’ostacolo», sottolinea.
Per l’esponente del Partito Democratico, il dato delle sole 27 stazioni completamente accessibili non può essere considerato soddisfacente in una regione che punta a essere moderna, sostenibile e inclusiva. L’obiettivo di incentivare il trasporto ferroviario e ridurre l’utilizzo dell’auto privata passa infatti anche dalla possibilità, per tutti i cittadini, di accedere ai treni senza incontrare barriere fisiche o sensoriali.
SITUAZIONE GRAVISSIMA NEL TERRITORI PERIFERICI
Una questione che riguarda soprattutto le stazioni medio-piccole, quelle che servono i pendolari e i territori più periferici. È in questi luoghi, evidenzia Calderoni, che si misura concretamente il diritto alla mobilità e l’effettiva capacità delle istituzioni di garantire pari opportunità di accesso ai servizi pubblici.
Da qui la richiesta rivolta a Regione Piemonte e a Rete Ferroviaria Italiana di definire un cronoprogramma dettagliato degli interventi ancora necessari, indicando con chiarezza priorità, risorse economiche e tempi di realizzazione.
«La trasparenza – sostiene Calderoni – rappresenta il primo passo per costruire fiducia e consentire ai cittadini di verificare concretamente i progressi compiuti».
Il consigliere regionale conclude ricordando come il tema dell’accessibilità non riguardi una minoranza di persone, ma l’intera collettività. Una stazione progettata per essere accessibile migliora infatti la qualità del servizio per persone con disabilità, anziani, famiglie con bambini, turisti e, più in generale, per tutti coloro che scelgono il trasporto pubblico.
Un tema che si inserisce nel più ampio dibattito sulla mobilità sostenibile e sulla necessità di rendere il sistema ferroviario piemontese sempre più inclusivo, efficiente e vicino alle esigenze dei cittadini.

