Lo striscione affisso sul ponte
Ieri un Comitato Spontaneo ha manifestato
VAL SERMENZA – Uno striscione, poche parole e un messaggio carico di significato. Ieri mattina. Domenica 14 giugno, il Ponte di Piaggiogna è stato teatro di una manifestazione simbolica organizzata dal Comitato Spontaneo, nato per difendere uno dei luoghi più rappresentativi e amati della Val Sermenza.
UNO STRISCIONE PER SENSIBILIZZARE L’OPINIONE PUBBLICA
I partecipanti si sono ritrovati sul ponte esponendo uno striscione con una richiesta chiara: «Voi che amate la Val Sermenza aiutateci, salviamo questo ponte». Un appello rivolto non solo alle istituzioni, ma anche a tutti coloro che nel corso degli anni hanno conosciuto e apprezzato questo angolo di montagna, considerato da molti un simbolo identitario della valle.
Per gli aderenti al Comitato, il Ponte di Piaggiogna non rappresenta soltanto un manufatto storico in pietra. È un luogo della memoria, una testimonianza del passato e un elemento centrale dell’immagine della Val Sermenza. Un’attrazione che richiama visitatori, escursionisti, fotografi e appassionati della natura, contribuendo anche all’economia locale attraverso il turismo.
PERCHÉ C’É PREOCCUPAZIONE
La preoccupazione dei cittadini nasce soprattutto dall’incertezza che circonda il futuro dell’opera. Ad oggi, spiegano i promotori dell’iniziativa, non sarebbe ancora noto il progetto definitivo relativo agli interventi previsti sul ponte. Una situazione che alimenta il timore che il manufatto possa subire trasformazioni profonde o perdere le caratteristiche che lo hanno reso celebre.
Secondo il Comitato, il rischio maggiore sarebbe quello di vedere il ponte adattato al traffico veicolare, compromettendone il valore storico, paesaggistico e culturale. Per questo motivo viene lanciato un appello affinché il Ponte di Piaggiogna mantenga la propria vocazione esclusivamente pedonale.
«Il ponte non va stravolto, va solo amato e protetto», affermano i rappresentanti del Comitato. «Chiediamo che qualsiasi intervento sia improntato al massimo rispetto della struttura originaria. Il ponte ha bisogno di manutenzione, di essere liberato dalla vegetazione che lo invade e, se necessario, consolidato per resistere alle piene del torrente. Ma tutto questo deve avvenire preservando integralmente la sua forma storica e la sua struttura in pietra».
L’ESEMPIO (POSITIVO) DI RASSA
A sostegno delle proprie ragioni, i promotori citano l’esempio della vicina Rassa, dove il ponte in pietra è stato valorizzato e trasformato in un elemento distintivo dell’offerta turistica locale, diventando nel tempo una delle immagini più riconoscibili del territorio.
L’iniziativa di ieri vuole quindi richiamare l’attenzione delle autorità competenti e dell’opinione pubblica sull’importanza di una scelta che, secondo il Comitato, va oltre la semplice conservazione di un’infrastruttura. In gioco c’è la tutela di un patrimonio storico e paesaggistico che appartiene all’intera comunità.
«Custodiamo questa memoria per i nostri figli, prima che sia troppo tardi», concludono i promotori della mobilitazione. Un appello che unisce la volontà di proteggere un monumento storico al desiderio di preservare un pezzo dell’identità della Val Sermenza per le generazioni future.

