Simona Paonessa (ph La Voce Vercellese)
La consigliera regionale del Partito Democratico critica le dichiarazioni del presidente della Regione
VERCELLI – Si accende il confronto politico sul tema della pressione fiscale in Piemonte. A intervenire è la consigliera regionale del Partito Democratico Simona Paonessa, che prende posizione dopo le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio sul tema della patrimoniale.
«LA PAROLA PATRIMONIALE E IL SOLITO COPIONE…»
Secondo Paonessa, il dibattito pubblico sulla tassazione dei grandi patrimoni viene spesso affrontato in maniera ideologica, senza distinguere tra chi possiede ricchezze molto elevate e la generalità dei contribuenti.
«Ogni volta che nel dibattito pubblico italiano compare la parola “patrimoniale”, il copione è sempre lo stesso. Da una parte chi propone di tassare una quota minima dei grandi patrimoni per finanziare servizi e ridurre le disuguaglianze, dall’altra chi grida all’assalto ai risparmi degli italiani», afferma la consigliera democratica.
Paonessa ricorda come il presidente Cirio, in una recente intervista, abbia definito la patrimoniale una misura “ingiusta e pericolosa”, richiamando il tradizionale slogan berlusconiano del “meno tasse, meno tasse, meno tasse”.
LE CONTRADDIZIONI DI CIRIO
Una posizione che, secondo l’esponente del PD, entrerebbe però in contraddizione con le scelte adottate dalla Regione Piemonte negli ultimi mesi.
«Nel 2025 la Giunta regionale guidata da Cirio ha approvato una manovra che aumenta l’addizionale Irpef, con cifre fino a 106 euro all’anno, per i redditi compresi tra 15 mila e 50 mila euro. Non si tratta dei grandi patrimoni italiani, né degli ultra-ricchi evocati nel dibattito sulla patrimoniale. Si tratta di lavoratori dipendenti, pensionati, impiegati, insegnanti, professionisti e famiglie che rappresentano l’ossatura economica dei nostri territori», sottolinea.
Da qui la critica politica rivolta direttamente al governatore piemontese.
«Una posizione legittima, per carità. Ma che solleva una domanda politica inevitabile: con quale credibilità si può denunciare una tassa che colpirebbe i grandi patrimoni dopo aver aumentato l’Irpef per una larga fetta dei cittadini piemontesi giusto qualche mese fa?».
«LA SITUAZIONE DI DIFFICOLTÁ DEI CITTADINI É LAMPANTE»
La consigliera dem inserisce il tema all’interno di un contesto economico che considera particolarmente difficile per molte famiglie.
«La situazione è sotto gli occhi di tutti: stipendi bassi e fermi, inflazione elevata e sempre meno potere d’acquisto. Dal 2021 il costo del carrello della spesa è aumentato del 24%, mentre biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico regionale hanno registrato incrementi del 18%, senza contare gli aumenti di energia, carburanti e gas».
«HANNO TOCCATO LE TASCHE DEI PIEMONTESI MA LE ALTERNATIVE ESISTEVANO»
Secondo Paonessa, la Regione avrebbe potuto percorrere strade alternative per reperire risorse senza gravare sui redditi da lavoro. Tra le proposte avanzate dal Partito Democratico e respinte dalla maggioranza figurano il recupero dei crediti derivanti dall’evasione del bollo auto, stimati in oltre 325 milioni di euro, un aumento della tassazione per i grandi operatori dell’e-commerce e della logistica e l’adeguamento delle royalties per il settore estrattivo ai livelli applicati in Lombardia.
«Le nostre proposte per evitare che la Regione mettesse le mani nelle tasche dei piemontesi sono state tutte bocciate», sostiene la consigliera.
L’intervento si conclude con una riflessione sul tema della fiscalità e della distribuzione del carico tributario.
«La vera domanda non è se tassare o meno. Le tasse esistono già e continueranno a esistere. La domanda è sempre la stessa: chi paga? E guardando alle scelte compiute in Piemonte, la risposta sembra essere stata chiara. La direzione presa dalla Giunta Cirio è stata la più sbagliata: far pagare i cittadini piemontesi del ceto medio».

