La casa di riposo "Perazzo" di San Germano Vercellese
VERCELLESE – L’opposizione chiede un unico incontro nella Sala Paggi
SAN GERMANO VERCELLESE – La Casa di riposo “Pietro Perazzo” ha cessato l’attività, ma lo scontro politico non accenna a chiudersi. Al centro del nuovo confronto c’è la modalità con cui affrontare pubblicamente la vicenda e ricostruire le responsabilità che hanno condotto alla fine della storica struttura.
Dopo avere chiesto un Consiglio comunale aperto agli interventi di cittadini, familiari e lavoratori, la minoranza respinge il percorso indicato dall’Amministrazione comunale e torna all’attacco.
LE DICHIARAZIONI (SCRITTE) DEL SINDACO
La risposta del sindaco Gianni Mentigazzi, protocollata il 27 agosto, prevede due momenti distinti. Nel documento il primo cittadino scrive:
«Successivamente, sulla base degli atti acquisiti e dell’esito del confronto consiliare, l’Amministrazione promuoverà una assemblea pubblica informativa aperta alla cittadinanza, al fine di illustrare in modo ordinato e trasparente il quadro emerso e le eventuali prospettive future».
Il sindaco chiarisce quindi la successione prevista:
«Il Comune non intende sottrarsi al confronto. Al contrario, intende garantirlo nelle forme più utili e responsabili: prima gli atti, poi il Consiglio comunale, quindi l’assemblea pubblica».
Mentigazzi invita inoltre tutte le forze politiche a partecipare:
«Auspico pertanto che tutte le forze consiliari vogliano partecipare attivamente a questo percorso istituzionale, perché è nelle sedi consiliari che devono essere anzitutto affrontate le questioni di interesse generale della comunità».
E conclude ribadendo la posizione dell’Amministrazione:
«Resta ferma la disponibilità dell’Amministrazione a garantire la massima trasparenza, con atti e documenti alla mano, distinguendo le competenze del Comune da quelle della gestione commissariale, della Regione Piemonte, dell’ASL, dei servizi sociali e degli altri soggetti coinvolti».
LA MINORANZA: «NON ACCETTIAMO QUESTA AMBIGUITÀ»
Per i consiglieri di minoranza, tuttavia, un’assemblea convocata soltanto dopo il confronto consiliare non garantirebbe una partecipazione effettiva della cittadinanza.
«Abbiamo chiesto al Sindaco e all’Amministrazione comunale di San Germano Vercellese un Consiglio comunale aperto sulla vicenda della Casa di Riposo “Pietro Perazzo”.
Una richiesta semplice e precisa: vista la drammaticità della situazione e il coinvolgimento diretto di anziani, famiglie, lavoratori e dell’intera comunità, volevamo che il confronto avvenisse pubblicamente, consentendo ai cittadini di ascoltare, intervenire, fare domande e ottenere risposte».
Secondo l’opposizione, il percorso proposto dal Comune rischierebbe di chiamare i cittadini soltanto quando il confronto politico e istituzionale si sarà già svolto.
«Insomma, ancora una volta tante belle parole, ma quando si arriva alla sostanza il cittadino rischia di essere chiamato soltanto dopo.
Ed è proprio questo che non accettiamo».
La controproposta è quella di organizzare un unico momento pubblico nella Sala Paggi, con la partecipazione contemporanea del Consiglio comunale e della cittadinanza.
«Non vogliamo un’assemblea nella quale qualcuno venga semplicemente a raccontare ai cittadini ciò che è già stato deciso o discusso.
Vogliamo domande. Vogliamo risposte. Vogliamo confronto. Vogliamo trasparenza vera».
«NON RIGUARDA SOLTANTO UN IMMOBILE»
Nel comunicato la minoranza richiama anche le conseguenze umane della chiusura comunicata alle famiglie l’11 agosto, con il trasferimento degli ospiti entro il 31.
«Perché questa vicenda non riguarda soltanto un immobile o una struttura amministrativa.
Riguarda persone.
Riguarda gli anziani di San Germano, persone che in quella Casa di Riposo hanno trascorso una parte importante della loro vita, circondate da volti conosciuti, affetti e dalla comunità nella quale sono sempre vissute.
A loro non si doveva soltanto garantire assistenza.
Si doveva garantire dignità».
L’opposizione ribadisce quindi che cittadini, familiari e lavoratori devono poter intervenire mentre le istituzioni discutono il futuro della struttura, e non essere informati soltanto in un secondo momento.
«La cittadinanza ha il diritto di essere presente quando le istituzioni discutono del futuro della Casa di Riposo, non soltanto di essere informata successivamente».
La posizione arriva al termine di settimane di fortissime tensioni, iniziate con la richiesta di dimissioni del sindaco e proseguite con il confronto su debiti, patrimonio, lavoratori e nuova Fondazione.
Ora la minoranza attende che il Comune decida se accogliere la richiesta di riunire Consiglio e cittadinanza in un solo appuntamento pubblico:
«Adesso attendiamo una risposta.
Una risposta semplice: sì o no.
Perché quando si parla del futuro dei nostri anziani e della nostra comunità, non servono altre parole. Servono verità, responsabilità e coraggio di metterci la faccia davanti ai cittadini».
A.B.

