Gian Carlo Locarni
“Nessuno deve subire intimidazioni per il proprio ruolo”
VERCELLI – Attestati di vicinanza e solidarietà al sindaco di Varallo, Pietro Bondetti, dopo la lettera minatoria, contenente anche un bossolo, recapitata nei giorni scorsi. A intervenire pubblicamente è stato Gian Carlo Locarni, che ha indirizzato una lettera aperta al primo cittadino, rendendola nota anche alla stampa e alla cittadinanza.
Nel documento, datato 19 giugno, Locarni condanna con fermezza il gesto intimidatorio, definendolo un atto grave non soltanto nei confronti della persona, ma anche delle istituzioni democratiche.
«Minacciare chi ha ricevuto il mandato di amministrare la cosa pubblica – scrive – non è soltanto un’aggressione personale, ma un attacco grave alle istituzioni democratiche e al principio stesso di libertà e responsabilità che deve guidare l’azione di ogni amministratore».
Locarni sottolinea come l’attività amministrativa richieda quotidianamente impegno, dedizione e sacrificio e ribadisce che nessuno dovrebbe essere sottoposto a pressioni o minacce per il semplice fatto di svolgere il proprio ruolo istituzionale.
Nella lettera emerge anche la volontà di trasformare il messaggio in una testimonianza pubblica di sostegno nei confronti del sindaco Bondetti. «Desidero che questa lettera aperta sia testimonianza pubblica del sostegno che Le esprimo personalmente e che, sono certo, condividono tanti altri cittadini e amministratori del territorio», afferma.
Locarni, che opera professionalmente anche sul territorio varallese, assicura inoltre la propria disponibilità a collaborare per difendere la serenità dell’azione amministrativa e la coesione della comunità locale.
«Varallo ha bisogno di amministratori uniti, determinati e sereni, capaci di reagire con compattezza a simili tentativi di intimidazione», conclude, definendo il proprio intervento «un concreto atto di vicinanza istituzionale e umana».
La lettera si aggiunge alle numerose manifestazioni di solidarietà che in queste ore stanno arrivando al sindaco Bondetti da parte di amministratori, rappresentanti istituzionali e cittadini, a testimonianza della volontà del territorio di respingere con fermezza ogni forma di minaccia e intimidazione nei confronti di chi svolge incarichi pubblici.

