Angelo Cappuccio
ATAP e carenza di personale, l’ex dipendente accusa
VERCELLI – La carenza di autisti nel trasporto pubblico locale non è un’emergenza improvvisa, ma il risultato di anni di scelte mancate e di segnali ignorati. È quanto sostiene Angelo Cappuccio, ex dipendente ATAP, che interviene nel dibattito sulla difficoltà sempre più evidente nel reperire nuovo personale per il servizio di trasporto pubblico.
Secondo Cappuccio, la crisi del settore affonda le sue radici almeno nell’ultimo decennio, periodo durante il quale sindacati e lavoratori avrebbero più volte segnalato il progressivo disinteresse verso una professione che un tempo rappresentava una delle occupazioni più ambite per il livello di responsabilità e per il ruolo sociale svolto.
«DA ALMENO DIECI ANNI C’É UNA PROGRESSIVA CRISI»
«Da almeno dieci anni assistiamo a una lenta e progressiva crisi nel reclutamento di nuovi autisti», osserva l’ex dipendente, sottolineando come nel frattempo non siano state adottate misure efficaci per trattenere il personale in servizio né per rendere nuovamente attrattiva la professione.
VERTICI AZIENDALI E POLITICA REGIONALE SUL BANCO DEGLI IMPUTATI
Nel mirino finiscono sia i vertici aziendali sia la politica regionale, accusati di non aver compreso per tempo la portata del problema. Secondo Cappuccio, mentre il mestiere dell’autista è diventato uno dei più richiesti in Italia, le risposte messe in campo sarebbero state insufficienti. Tra queste cita il tentativo di reperire personale attraverso accordi internazionali, una strategia che a suo giudizio non affronta le cause profonde della crisi.
Per l’ex dipendente, la soluzione passa invece da due obiettivi prioritari: tutelare gli autisti già in servizio e incentivare l’ingresso delle nuove generazioni nel settore.
TURNI DI LAVORO E STIPENDI
Tra le criticità evidenziate vi sono innanzitutto i turni di lavoro. Cappuccio denuncia l’esistenza di giornate caratterizzate da lunghi periodi di disponibilità, che possono superare le dodici ore complessive a fronte di un numero inferiore di ore effettivamente retribuite.
Altro tema centrale è quello economico. L’ex dipendente ritiene necessario introdurre una diaria giornaliera adeguata alla responsabilità civile e penale che grava sugli autisti ogni volta che si mettono alla guida di un mezzo pubblico.
Infine, Cappuccio richiama il ruolo delle istituzioni. Province, Comuni soci e Regione Piemonte, attraverso l’Agenzia della Mobilità, dovrebbero secondo lui intervenire con risorse dedicate sia al sostegno del personale attualmente in servizio sia alla formazione dei futuri conducenti. Tra le misure suggerite figurano contributi per il conseguimento delle patenti superiori e programmi di inserimento professionale rivolti ai giovani.
«PER ANNI SI É IGNORATA LA REALTÁ: QUESTI SONO I RISULTATI»
«La carenza di personale oggi è un’emergenza solo perché per anni si è scelto di ignorare la realtà», conclude Cappuccio, invitando chi governa il settore ad ascoltare maggiormente chi ogni giorno opera sulle strade e conosce direttamente le difficoltà del mestiere.
Un intervento che si inserisce nel dibattito sempre più acceso sul futuro del trasporto pubblico locale e sulla necessità di garantire continuità e qualità del servizio in un momento in cui la ricerca di autisti rappresenta una delle principali sfide per molte aziende del settore.

